In queste ore convulse, Romagna Mamma ha scelto il suo candidato alla presidenza della Repubblica. E’ Anna Maria Cancellieri. Innanzitutto perché sarebbe la prima donna a salire al Quirinale: un segnale storico in un Paese in cui per il sesso femminile c’è ancora moltissimo da fare. Poi perché la Cancellieri, romana, 70 anni, è mamma e pure nonna, e a questo, evidentemente non possiamo restare insensibili. Inoltre perché il suo rifiuto a farsi etichettare politicamente la pone al di sopra delle parti e di qualsiasi sospetto. Ricordate cosa disse quando la volevano candidare a sindaco di Bologna dopo che da commissario aveva guidato la città in maniera inceccepibile? “Sono indisponibile ad essere espressione di qualsiasi schieramento politico nazionale o locale”.
Anche la sua carica da ministro dell’Interno nel governo Monti è una questione tecnica. La Cancellieri non ha approfittato della poltrona per fondare partiti o movimenti ma si è comportata come sempre, da primo servitore dello Stato.
Essere contro l’8 marzo – “Io l’abolirei, la donna non deve sentirsi razza a parte perché siamo molto meglio degli uomini” – non gli ha impedito di dimostrate una sensibilità tutta femminile nei confronti della mamma di Federico Aldrovandi, il giovane di Ferrara morto dopo un pestaggio da parte della polizia: “Alla mamma di Federico – ha detto – voglio dire che le siamo vicini, comprendiamo il suo dolore ed ha tutto il nostro affetto. Dobbiamo punire i poliziotti che sbagliano, le mele marce devono andare via. Ma la polizia è un corpo sano”.
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