La filastrocca, il regalino, il biglietto. La Festa della mamma e del papà, che fino a qualche anno fa nessuno, nei servizi per l’infanzia, avrebbe messo in discussione né tantomeno abolito, oggi è un castello che si sta smontando. Certi nidi, scuole dell’infanzia e scuole primarie hanno deciso di non festeggiarle più, vista la grande varietà delle situazioni familiari. Singolare il fatto che anche alcune scuole private di orientamento cattolico abbiano fatto questa scelta. E’ il caso della San Vincenzo De’ Paoli di Ravenna. La dirigente Claudia Casadio conferma che da circa sei anni l’istituto ha scelto di invertire la rotta: “Una bimba perse la mamma all’inizio dell’anno scolastico e per evitare di ricordarle il suo dolore, decidemmo di abbandonare l’abitudine di lavorare intorno alla festa della mamma e del papà. Piano piano abbiamo allargato a tutte le classi e a tutta la scuola, dalla materna alle medie, questa decisione”. E nessun genitore si è mai opposto: “Anzi, ci hanno fatto i complimenti per la sensibilità che avevamo avuto. Del resto ci sono capitati e ci capitano bambini orfani, figli di separati, bimbi inseriti in famiglie allargate. Ci sembra giusto non concentrarci troppo sulle figure della mamma e del papà. Abbiamo ripiegato su lavori che riguardano la famiglia”. 
Nei servizi comunali di Ravenna, invece, la scelta è nelle mani degli insegnanti. Lo spiega la dirigente Laura Rossi: “Non c’è un’indicazione precisa. Le scuole sono libere e flessibili. A volte ci sono situazioni delicate nelle quali non è il caso di enfatizzare la presenza del papà o della mamma. Gli insegnanti sanno come comportarsi davanti ai singoli casi. Ma sono del tutto autonomi”.
E ognuno fa come vuole anche in ambito statale. All’Istituto comprensivo di San Pietro in Vincoli, per esempio, spiegano che i docenti sono liberi di scegliere quale direzione prendere. E all’interno di uno stesso istituto può capitare che una scuola festeggi i papà e un’altra no. In questo caso, per esempio, la materna non lo fa.
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