“Con il nuovo Papa non avremo rapporti”: le mamme di Plaza de Mayo contro Francesco I

“Noi siamo qui per altro, siamo una cosa diversa dal Papa”. Hebe de Bonafini, per chi non la conoscesse, è una mamma molto particolare. E’ la presidente dell’associazione Madres de Plaza de Mayo, icona della resistenza contro il golpe militare che nel 1976, in Argentina, portò alla scomparsa di circa 30mila persone, i cosiddetti desaparecidos. Simbolo e rappresentante di madri che i loro figli non li hanno più rivisti, in questi giorni sta girando l’Italia, dove ha fatto tappa a Bologna, Ferrara, Genova. La prossima città sarà Roma. 

Oggi si è fermata per l’influenza, giusto il tempo per farsi fare qualche domanda su Papa Francesco, argentino appunto. Argomento sul quale non sembra voler rilasciare esplicite dichiarazioni. Il suo pare piuttosto un “no comment”. Le sue parole celano una volontà di non avere rapporti con un Papa che, in quanto tale, rappresenta la Chiesa ufficiale. “Da moltissimi anni, all’incirca da quando iniziammo la nostra lotta, abbiamo avuto relazioni solo con i sacerdoti del Terzo Mondo”. E aggiunge che le Madres fecero a suo tempo una lista di 150 preti uccisi dalla dittatura ma sui quali la Chiesa “tacque”.

Hebe, sul nuovo Papa, ha solo una parola: “Amen”. Per il resto, fa sapere che lei e le altre Madres continueranno ad avere relazioni solo con i preti che operano nel Terzo Mondo. Pur non entrando nel merito della polemica, il chiaro riferimento è alle ombre che riguardano José Mario Bergoglio durante il periodo della dittatura militare (fino al 1983, quindi). Dubbi sollevati, come riporta anche il Fatto Quotidiano, dal giornalista argentino Horacio Verbitsky, autore del libro “Il volo”. Al clima di omertà della Chiesa avrebbe dato il suo contributo anche l’attuale Papa.

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