“Quando mio figlio mi ha detto che era dentro ma non intendeva in galera”. Una mamma, i Blastema e il festival di Sanremo

Marisa Billi seduta all’Ariston non sarebbe mai riuscita a stare. Il festival di Sanremo ha preferito seguirlo da casa, insieme alla sua famiglia, gironzolando per il salotto con lo sguardo al televisore, per stemperare l’emozione. Suo figlio, Matteo Casadei, 33 anni, voce dei Blastema, era là sul palco. Con la sua band è arrivato in finale nella categoria Giovani, non riuscendo a salire però sul podio. Ma non importa. La vittoria era già quella, essere nel tempio della musica italiana e passare la prova della prima esibizione. Da Forlì, dove vive insieme al marito, Marisa ha voluto avere la certezza di non causare ulteriore tensione al figlio: “L’ho lasciato libero, sentendolo il minimo indispensabile al telefono”. Ma una mamma certe cose le coglie lo stesso, anche se c’è uno schermo di mezzo: “La prima volta ha cantato bene, la seconda meno. Credo fosse teso e forse c’è stato anche qualche problema tecnico. Secondo me la voce non era come doveva essere. O forse non ha dato il massimo”. Sul divano di Marisa c’era anche la piccola Anita di quattro anni, la bambina di Matteo: “Purtroppo aveva 38 di febbre e si è addormentata poco prima che toccasse al papà. Ma nel momento in cui è partita la canzone, lei ha cominciato a cantare nel sonno, ad occhi chiusi. ‘Dietro l’ultima ragione’ la sa a memoria, ovviamente”. Una scena tenerissima che però la famiglia ha dovuto interrompere: “L’abbiamo svegliata perché se si fosse accorta più tardi di essersi persa l’esibizione del padre, non ce l’avrebbe perdonato”.

Matteo Casadei, voce dei Blastema, arrivati quarti nella categoria Giovani a Sanremo

Marisa, nella vita, non avrebbe mai creduto di vedere suo figlio a Sanremo. Ricorda ancora quando l’ha saputo, qualche mese fa: “Era lunedì mattina, ero al lavoro e mi ha chiamata Matteo. Aveva la voce disperata, non sembrava entusiasta. Mi ha detto: ‘Mamma, siamo dentro’ e per un secondo ho pensato che avesse combinato qualcosa, ho creduto che l’avessero arrestato. Invece intendeva che il suo gruppo era stato ammesso al Festival”. Una gioia che giustifica l’accontentarsi del quarto posto: “Prima della finale dei Giovani ho sentito Matteo e abbiamo fatto i nostri pronostici sulla classifica. Abbiamo scommesso entrambi che avrebbe vinto Antonio Maggio”. Ora la vita normale continua. Per degli emergenti come i Blastema, la musica non è certo la principale fonte di guadagno: “Matteo fa il magazziniere, oggi deve tornare al lavoro. Gli piacerebbe vivere di sola musica ma ha una famiglia e deve pensare a mantenerla”. Marisa si fida. Sa che suo figlio non si monterà la testa: “Magari prenderà un po’ di aspettativa per girare per concerti, nulla di più. E’ un ragazzo normale, serio. A Sanremo, lo so, si sentiva un pesce fuor d’acqua”.

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