“Un asilo nido è importante quanto una raffineria: gli uomini devono capirlo”

A chi le dice “tu non lavori” risponde sempre che lavora eccome, più di un uomo di sicuro. Alle amiche che le raccontano che sì, adesso i mariti le aiutano, ribatte che è sbagliato esprimersi così: non sta scritto da nessuna parte che la donna abbia il grosso dell’impegno familiare sulle spalle e i maschi si prendano pure un applauso perché, in parte, danno una mano. Elena Sisti, che nella vita si occupa di finanza di progetto per lo studio Cohen e che domani, sabato 1 dicembre, sarà alla Libreria Moby Dick di Faenza (Via XX Settembre, 3/b) alle 20,30 per presentare “Le donne reggono il mondo. Intuizioni femminili per cambiare l’economia”, scritto con Beatrice Costa per Altraeconomia, teme tutto fuorché di ribaltare la visione comune del mondo. Merito anche della sua forza di madre di quattro figlie (la più grande ha 11 anni, l’ultima 8 mesi). Ad invitarla è stata il gruppo Allattando Faenza.
Elena, da quale esigenza è nato il libro?
“L’idea era quella di parlare di economia al femminile, raccogliendo voci del mondo accademico che ci offrissero diversi punti di vista sul tema, dal welfare alla legge, passando per la relazione lavoro-famiglia. Ne è emersa una panoramica davvero variegata, unita da un filo comune: c’è bisogno di guardare al mondo con un’ottica femminile, ora come non mai”.
Adesso che si parla spesso di womenomics e visto che il libro è uscito due anni fa, sembra quasi che abbiate avuto un’intuizione….
“In parte sì ma non è stata nostra. L’editore da tempo insisteva sul fatto che dovessimo scrivere sull’argomento, che a me è sempre stato caro. Fino a che è arrivato il momento di buttarsi”.
Quanto è difficile fare passare questi concetti in un mondo dominato ancora da una visione maschile delle cose?
“Purtroppo molto, ancora. Si continua ad ignorare il fatto che la maggior parte dell’economia è prodotta dalle donne. Nemmeno l’Italia, senza di loro, andrebbe avanti. Eppure vengono definite inattive”.
Qual’è l’inversione di atteggiamento da promuovere?
“Gli uomini sono più interessati alle autostrade che agli asili nido. Ma l’impatto sullo sviluppo sociale ed economico è più forte nel caso degli asili. Idem per il tempo pieno a scuola. Mica è un problema solo femminile. Vorrei che fosse declinato come verrebbe declinata la realizzazione di una raffineria”.

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