Adenoidi nel bambino: un’alternativa all’intervento in anestesia generale

La risonanza quantica molecolare si esegue in ambulatorio chirurgico autorizzato e permette di affrontare con serenità l’operazione

L‘intervento alle adenoidi è uno dei più comuni nel bambino. Alcuni genitori lo vivono con una certa apprensione, anche perché in genere si tratta della prima volta che il piccolo finisce in ospedale per essere sottoposto ad un intervento chirurgico. Oggi però esiste anche un’alternativa valida che permette di affrontare con meno apprensione la rimozione delle adenoidi. Si tratta di un intervento eseguito in anestesia locale e in ambulatorio chirurgico. Ne abbiamo parlato con il dottor Alessandro Valieri, specialista in otorinolaringoiatria con studio a Ravenna e a Bologna.

Dottor Valieri, partiamo dall’inizio: cosa sono le adenoidi?

«Si tratta di formazioni di tessuto linfoide che si trovano nella parte posteriore della rinofaringe. Chiamate per questo anche tonsille faringee, sono dei presidi difensivi contro gli agenti esterni che possono infettare l’organismo. Crescendo, le adenoidi vengono assorbite dal corpo e spariscono dal sistema immunitario dell’adulto. Per questo l’adenoidectomia si fa soltanto sui bambini».

La rimozione delle adenoidi può essere dannosa per il bambino?

«Proprio perché si tratta di formazioni che poi vengono riassorbite, la loro assenza non genera danni al sistema immunitario, come invece può accadere per la rimozione delle tonsille».

Quando un genitore può sospettare che le adenoidi siano da rimuovere?

«I sintomi tipici sono: respirazione a bocca aperta, voce nasale, russamento notturno, febbre. Se si notano questi disturbi è possibile che le adenoidi si siano infiammate e che costituiscano un ostacolo alla respirazione»

L’intervento di rimozione delle adenoidi è sempre necessario?

«Inizialmente si tenta una terapia farmacologica per sgonfiare le adenoidi, se si sospetta un’infezione batterica si interverrà con l’antibiotico. Se dopo questa cura i sintomi si ripresentano allora è probabile che l’infiammazione si sia cronicizzata e allora bisogna rimuovere le adenoidi».

Come avviene l’intervento di rimozione delle adenoidi?

«L’intervento di adeinodectomia classico viene eseguito con strumenti chiamato adenotomi. È possibile eseguirlo dai 18 mesi in su. Il chirurgo interviene dalla bocca e taglia letteralmente le adenoidi, raschiando parte della zona infetta».

Possono esserci pericoli per il bambino?

«In generale si tratta di un intervento semplice ma che comunque può portare ad un decorso post operatorio complicato per bambini così piccoli. È difficile che ci siano gravi conseguenze ma sono da mettere in conto almeno un paio di settimane di convalescenza, in cui il bambino potrebbe avere mal di gola e alle orecchie e non sono esclusi sanguinamenti. Inoltre, se compiuto in tenera età, le adenoidi potrebbero ricrescere. Senza dimenticare che l’anestesia generale crea comunque un po’ d’ansia ai genitori».

Esistono alternative all’adenoidectomia con bisturi?

«La tecnica più moderna, ormai usata largamente, è quella della risonanza quantica molecolare Grazie ad uno strumento chiamato coblator. L’otorinolaringoiatra opera in un ambulatorio chirurgico autorizzato inserendo dal naso una sonda sottilissima che raggiunge la rinofaringe sviluppando calore con risonanza quantica e provocando la vaporizzazione delle adenoidi. L’intervento di adenoidectomia coblator è eseguibile in sedazione cosciente senza anestesia generale. Dalla mia esperienza vedo che i genitori affrontano il tutto in modo più rilassato e anche la convalescenza è molto più breve. In particolare si elimina il rischio di sanguinamenti perché l’adenoide non viene tagliata ma ridotta fino al riassorbimento grazie alla risonanza quantica molecolare».

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