Figli disabili: un coach per aiutare le famiglie a prendersene cura

Via ai corsi per formare queste nuove figure. I coach familiari affiancano i genitori che si chiedono chi si prenderà cura dei figli dopo di loro

Il 25 marzo alle ore 18:00 a Cesena, nella sede del Mandorlo (via P. Turchi 9), si terrà un incontro aperto per presentare il corso per coach familiare, in occasione del quale gli ideatori del metodo e formatori Pietro Berti e Serena Cartocci saranno a disposizione per incontrare gli interessati, illustrare i contenuti del corso e rispondere alle domande. Nel frattempo, sono già aperte le iscrizioni all’edizione 2019 del corso, che sarà possibile frequentare a partire da maggio nelle due sedi di Cesena e Pescara. Per gli interessati sono attivi l’indirizzo email ilmandorloacademy@coopilmandorlo.com e il numero di telefono 0547 611496.

Il corso di formazione

Il corso, organizzato da Il Mandorlo Academy insieme a YB Formazione, sarà tenuto da Pietro Berti e Serena Cartocci, psicologi e ideatori del metodo di lavoro del Coach familiare, e comprenderà una parte teorica e metodologica e un percorso pratico all’interno di una famiglia. Le lezioni si svolgeranno fra i mesi di maggio e giugno 2019, distribuite su tre fine settimana; potranno frequentare tutti i laureati in Psicologia, Scienze e tecniche psicologiche, Pedagogia, Educatore nei servizi per l’infanzia, Educatore sociale e culturale o lauree equivalenti.

Alla fine del corso gli allievi otterranno la qualifica di coach operativo e verranno iscritti nell’albo, potendo quindi iniziare a operare su casi in tandem con un coach supervisore. Questa edizione del corso rappresenta l’avvio di una scuola permanente per formare nuovi coach e allo stesso tempo garantire l’aggiornamento costante delle figure già formate, nell’ottica di riconoscere e valorizzare sempre di più la professionalità del coach familiare.

Cos’è il Coach Familiare

Il coach familiare rappresenta un nuovo metodo di lavoro mirato all’empowerment delle persone con disabilità e delle loro famiglie.  Nel corso del suo intervento il coach familiare affianca la persona con disabilità e i suoi familiari partecipando alla vita domestica e immergendosi nelle difficoltà quotidiane. L’intero nucleo familiare è coinvolto in un percorso che promuove l’autonomia della persona disabile, migliorandone la qualità della vita insieme a quella dei suoi cari.  Il presupposto è rivolgersi alla persona insieme al suo contesto, anziché concentrarsi sul singolo individuo.  I percorsi attivati sono passati dai 6 avviati nel 2015 a 49 alla fine del 2018.

Si tratta quasi sempre di famiglie fortemente pressate dall’interrogativo del “dopo di noi”; l’incognita di chi si prenderà cura della persona disabile quando non potranno più farlo i genitori, e che tocca tutti i familiari di persone con disabilità. Un interrogativo che però diventa più leggero quando le persone sono inserite in un contesto familiare sereno e aperto all’evoluzione e all’interno di una rete sociale su cui poter contare.

Il metodo di lavoro del coach familiare, ideato e sviluppato a Cesena, è stato presentato anche all’Happening della Solidarietà di Catania e nel corso delle prossime settimane verrà illustrato anche nell’ambito del convegno “Sono adulto!” del Centro Studi Erickson e al Congresso dell’Associazione Italiana di Valutazione a Venezia.

Coach Familiare, i riconoscimenti

Dopo la pubblicazione del libro “Una vita dopo di noi – La vita autonoma e adulta delle persone con disabilità”, che racconta i primi anni di messa a punto e i risultati del metodo del coach familiare, il metodo è stato presentato in diverse occasioni in tutta Italia.

 

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