Tic nei bambini: che cosa sono e come comportarsi

Avrete iniziato notando che strizza gli occhi o tira su il naso. Tira indietro la testa, fa rumori con la bocca, corruga la fronte o fa dei gesti che non sono i soliti. Sono movimenti involontari, i cosiddetti tic nervosi, e sono molto più diffusi di quanto possiate pensare, a partire dai cinque anni di età. Quasi sempre svaniscono da soli con la crescita del bambino e non durano più di un anno.

La prima cosa da fare, ovviamente, è rivolgersi al proprio pediatra il quale vi chiederà prima di tutto di notare se nella vita sociale di vostro figlio è cambiato qualcosa: lo stress o una forma di disagio psicologico possono infatti favorirne la la manifestazione. I bambini più predisposti ai tic sono quelli che tendono ad avere maggiore autocontrollo, vivendo situazioni di tensioni emotive, così come i bambini che si sentono oggetto di alte aspettative. Una delle prime cause di insorgenza dei tic nei bambini è comunque la familiarità: se un parente, per esempio uno dei due genitori, da piccolo ne ha sofferto è più probabile che si manifestino. Oltre alla componente psicologica  è stata associata ai tic la componente neurologica che spiega il movimento involontario.

Una cosa da non fare è sgridare il bambino o cercare di correggerlo: il rischio è infatti quello di sottoporlo a una ulteriore fonte di stress, con il conseguente acuirsi dei tic. Il bambino non è in grado di controllare i movimenti.

Possiamo però aiutarlo a rilassarsi: il pediatra, o nel caso di tic più complessi e duraturi, uno specialista come lo psichiatra, potrà darvi tutti i consigli su come affrontare il problema. La visita specialistica è consigliata quando i tic tendono a non scomparire da soli dopo un anno  o se la loro intensità aumenti ed interferisca con lo svolgimento delle normali attività del bambino.

Il consiglio è di trattare il bambino nel modo più normale possibile, sdrammatizzando, nel caso lo si ritenga opportuno, avvertendo gli insegnanti di prestare attenzione, soprattutto che non sia oggetto in classe di sfottò o derisione.

I principali tipi di tic sono motori semplici (movimenti brevi, quasi sempre uguali che solitamente coinvolgono le spalle, il visto e gli arti) o motori complessi (movimenti più articolati). Ci sono poi i tic vocali (tosse, tirare su il naso, emettere grugniti). Nella maggior dei casi si tratta di disturbi collegati alla crescita che tenderanno a scomparire da soli con l’età. Pochi sono infatti i casi di tic infantili che durano oltre l’adolescenza.

Altre forme di tic sono  la coprolalia, la necessità di dire parolacce; la ecolalia (il bambino ripete le parole degli altri); la tricotillomania (toccarsi i capelli ripetutamente, rischiando spesso anche di staccarseli).

Nei casi più complessi di tic motori multipli associati ad almeno un tic vocale può trattarsi di sindrome di Tourette che spesso insorge in caso di bambino affetto già da Disturbo ossessivo compulsivo (DOC)  o da Disturbo da Deficit d’Attenzione con Iperattività  (DDAI).

 

 

 

 

 

 

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