Massimo, dentista riminese in Zimbabwe: “Il mio posto è qui”

“Il momento in cui ho la conferma di avere fatto la scelta giusta? Direi tutti i giorni”. Massimo Migani non ha perso l’accento riminese nonostante viva stabilmente da otto anni nel “bush”, a 170 chilometri dalla capitale dello Zimbabwe, Harare. Tutto ha inizio nel 2005, quando si aggrega per una serie di coincidenze all’Operazione Cuore di Marilena e Antonio Pesaresi: “Io che pensavo di continuare a fare il dentista a Rimini, con in mente il desiderio di vivere una carriera professionale legata al settore della ricerca scientifica, magari di metter su famiglia, quando sono arrivato qui ho iniziato a pensare che avrei potuto mettere il mio lavoro a servizio della comunità locale. Certo, qui le prime necessità sono di altro tipo, qui si muore di Aids e ci si ammala di malaria, qui bisogna fare partorire le donne in sicurezza. Ma un ambulatorio dentistico non c’era”.

Massimo, che oggi ha 41 anni, dopo quella volta torna in altre occasioni nello Zimbabwe: “Più venivo qui, più iniziavo a sentire che il mio posto poteva essere proprio questo. Alla terza volta ho preso l’aspettativa e ho affiancato Marilena Pesaresi, medico e missionaria, per un anno. Alla fine di quel periodo, ho finalmente scelto dove stare”.

Massimo Migani con Marilena Pesaresi, Antonio Pesaresi e alcuni ragazzi operati al cuore per lo più in Italia

Da quel novembre 2010, molto è cambiato ma la convinzione non ha mai vacillato: “Da quattro anni ho un incarico in direzione e la mia giornata si divide tra la parte amministrativa e quella in ambulatorio. Mi risuonano sempre in testa le parole di Marilena, quando diceva che il suo stare in Africa era per giustizia, che non era giusto che così tanta gente avesse zero. Una frase che faccio mia ogni giorno, quando dopo la preghiera inizia il lavoro nella missione, dove cerco di fare del mio meglio per realizzare dei sogni. Come quello di Dube, la bimba cardiopatica salvata da Gabriele Bronzetti e dall’équipe chirurgica guidata dal professor Gargiulo del Sant’Orsola di Bologna. In questo posto arrivano spesso amici e professionisti che vengono a dare una mano, che contribuiscano a tenere viva la missione”.

Massimo con lo staff del reparto Odontoiatrico e con alcuni studenti in tirocinio all’ospedale Guidotti

Nell’ospedale dove Massimo lavora – affiancato da personale locale – si dà assistenza a 21mila persone ogni anno: “Abbiamo anche un migliaio di pazienti in terapia per l’Hiv e facciamo partorire una sessantina di donne ogni mese. La fatica è tanta, bisogna adattarsi. Ma rifarei questa scelta per altre 10mila vite. A volte penso a come sarebbe stato restare a Rimini e mi rispondo che sarei stato senz’altro meno felice. Mi manca solo il mare“.

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