“Genitori in azione”, la voice coach: “Tono e volume? Importantissimi”

Per potere riprenderci indietro la nostra funzione genitoriale e la nostra autorevolezza, l’uso corretto della voce è fondamentale. Lo sa bene Sabina Bonardo, voice coach e speaker dell’evento “Genitori in azione”, un week-end formativo per genitori in programma il 5 e 6 maggio all’Hotel Corallo di Riccione (ne abbiamo parlato qui).

Da dieci anni Sabina – che terrà l’incontro “La Voce che Educa: come accompagnare tuo figlio nel percorso della vita con la tua voce” – lavora con medici, avvocati, manager, politici e ora anche con insegnanti e genitori, per insegnare qual è il modo migliore affinché la nostra voce veicoli esattamente il messaggio che vogliamo trasmettere. Partendo dalle mamme e dai papà dei bambini più piccoli: “Sotto i sei anni di età, per una questione fisiologica, si è molto sensibili al suono e non si hanno sufficienti competenze per filtrare il contenuto. Ecco perché ai bambini si dovrebbe parlare con tempi lenti, volume basso e pause: solo così possono immagazzinare il messaggio che stiamo mandando loro. Invece, il più delle volte il genitore perde il controllo, va in stress emotivo e tende a parlare troppo forte. Questo non è affatto efficace: il bambino va a sua volta in stress e inizierà a fare capricci, a piangere”.

Non è un caso, sottolinea Bonardo, se i sistemi d’allarme realizzati dall’uomo – la sveglia, l’anti-furto – hanno suoni altissimi. E il discorso si allarga ai tanti “no” che siamo soliti imporre ai figli: “Continuando con la negazione, il bambino non è in grado di capire che cosa invece può fare, se c’è un’alternativa. Invece di dire ‘non fare questo’, dovremmo proporre un piano B, usando quella che chiamo la ‘voce dell’empatia’“.

In adolescenza, stesso concetto: “Oggi la comunicazione genitori-figli è molto cambiata, i primi tendono a essere troppo amici dei secondi, facilitandoli e assecondandoli sempre. Ma siamo davanti a ragazzi tanto sensibili quanto apatici: il meglio, per entrare in relazione con loro e non rinunciare al nostro ruolo genitoriale, è quello di lavorare sulla voce empatica e autorevole, che consente agli adolescenti di essere ascoltati e capiti. Sapere usare la voce ci consente di avvicinarli“.

Temi ancora poco trattati, secondo Bonardo: “Mi piacerebbe che l’argomento fosse maggiormente sviluppato. Imparare un uso corretto della voce quando i bambini sono piccoli è un investimento su tutta la loro crescita”. 

www.genitoriinazione.it

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