Morti improvvise giovanili: ecco l’autopsia al cuore che può salvare la vita

Morte improvvisa giovanile inspiegata. Quante volte lo leggiamo, sui giornali? Claudio Rapezzi, primario di Cardiologia al Sant’Orsola di Bologna, sta seguendo il lancio di un progetto finanziato dalla Fondazione Luisa Fanti Melloni che permetterà non solo di capire ma di prevenire il perché di tanti decessi senza ragione.

“In genere – spiega il professore dell’Università di Bologna – quando si verifica la morte improvvisa di un giovane, si procede con un’autopsia nel luogo del decesso. Dalla quale, il più delle volte, non emerge alcuna risposta. In quei casi, il cuore della persona deceduta viene mandato a Bologna, dove abbiamo una cardiopatologa, Ornella Leone, che esegue un’autopsia dell’organo. Grazie a tecniche specifiche e attraverso il Dna delle cellule cardiache, si cerca di capire se ci sono mutazioni genetiche o malattie rare. Laddove ci fossero, si analizza la famiglia intera per capire se altri soffrono dello stesso problema”.

Qualche mese fa, studiando il cuore di un 46enne morto mentre giocava a tennis, in sede autoptica è stata diagnosticata una malattia genetica: “Quando siamo a andati a studiare i familiari, abbiamo scoperto che il figlio è affetto dalla stessa forma del padre. E gli abbiamo impiantato un defibrillatore automatico. Auspicabilmente, gli abbiamo salvato la vita. E abbiamo dato un senso al motto latino che campeggia nelle sale per le autopsie ‘Hic est locus ubi mors gaudet succurrere vitam’, ovvero questo il luogo dove la morte gode nel soccorrere la vita”.

Proprio la settimana scorsa, al Policlinico Sant’Orsola, sono state inaugurate le nuove sale autoptiche, dotate di tecnologie all’avanguardia: “Avere una struttura così moderna e di alto livello – spiega Rapezzi – consente di favorire il nostro progetto. Le morti improvvise in persone giovani e apparentemente in salute sono rare ma non eccezionali. A questo progetto, che si inserisce in una linea di ricerca sulle malattia miocardiche a base genetica, collaborano più ambiti del Sant’Orsola: la Cardiologia, la Genetica, l’Anatomia patologica e la medicina legale, che funge da volano. Un’alleanza che potrebbe portarci a fare grandi cose”.

 

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