Dopo un passato di dolore, la svolta di Donatella: “Io, donna passionale”

Donatella Grossi

Dopo un passato familiare molto doloroso, fatto anche di abbandoni, ferite e vuoti che l’hanno a volte fatta vivere come in punta di piedi, si è scoperta una donna libera e passionale alla soglia dei cinquant’anni. Un’esperienza “forte e prepotente” accaduta a Donatella Grossi, la scrittrice di Savarna che venerdì 4 agosto alle ore 21 si mostrerà al pubblico in una nuova veste, quella di poetessa e donna che non ha paura di mostrare la sua parte più nascosta e sensuale. Lo farà nel cortile di casa sua (in via Savarna 74) durante la serata “Il giardino degli aneliti” tratta dal libro di poesie “Accenti di emozioni”. A dare voce ai versi, i protagonisti dello spettacolo teatrale del regista Mauro Benedetti, che reciterà con Eleonora Scrignoli, Cristina Capitani e Lorenzo Spisni, sulle musiche di Cristian Ravaglioni e i canti di Mirko “Gomez” Pacilio.

La raccolta di poesia edita da Stear è firmata con quello che potrebbe sembrare uno pseudonimo, Sonsierey Kimimela, ma anche in realtà per Donatella corrisponde a una nuova parte di sé: “A darmi questo nome è stato un indiano d’America vedendo alcune mie foto. Significa raggio di sole e usarlo è come accogliere un’altra me, quella che non ha paura di vivere le emozioni legate al proprio corpo, quella meno posata e meno timorosa di raccontare certe cose. Non è la negazione di Donatella, tutt’altro: è colei che ha fuso due dimensioni all’apparenza opposte contenute nella stessa persona, che ha consentito di venire a patti con l’esperienza del dolore”.

In questa trasformazione, anche la maternità è entrata a pieno titolo: “Ho sempre desiderato diventare mamma ma non ho mai raggiunto l’obiettivo. Ho lavorato per molti anni come educatrice familiare, facendo un po’ da madre ai bambini e alle bambine di cui mi sono occupata. Certo, non è la stessa cosa. Ma il mio percorso di cambiamento e di nuova consapevolezza mi ha permesso di rassegnarmi all’idea di non avere figli miei. Non lo dico al negativo. Lo dico come una che ha accettato. Nella vita, alla fine, certe esperienze o mancate esperienze vanno prese per quelle che sono”.

Certo non è facile farsi capire dagli altri: “In generale non ho avvertito ostilità dalle persone che mi circondano, una volta che hanno capito la trasformazione. Ma non è mancato qualcuno che, in famiglia, mi vede un po’ come la pazza di turno. Nulla di tutto ciò. Donatella non è sparita, è qui dentro di me. Ma insieme a lei c’è un’altra donna e non è detto che le due, insieme, non possano convivere. Alle persone vorrei trasmettere questo: scoprirsi per quelli che si è, con le proprie sfaccettature, fa bene all’autostima e al benessere individuale”.

La bontà della sua nuova produzione letteraria Donatella Grossi l’ha voluta sottolineare anche dedicando la serata all’associazione “Il Sorriso di Giada” di Ravenna, presieduta da Pamela Zingale, che aprirà la serata di venerdì. Parte del ricavato della vendita del libro andrà a sostenere la onlus.

E oltre al risvolto sociale, ci sarà quello artistico dello spettacolo di Benedetti: “Non conoscevo Donatella – spiega il regista – ma le sue poesie mi hanno molto colpito. Parlano in modo semplice di sentimenti, corporeità, sesso. E così ci ho lavorato sopra, dando di fatto vita alla mia prima regia. Ne esce il ritratto di una donna dai modi gentili e gradevoli, che le sono connaturati, ma allo stesso tempo dalla personalità forte e dalle idee chiare”.

La serata sarà presentata da Anna Maria Golfarelli.

In questo articolo ci sono 0 commenti

Commenta

g