L’errore, se così si può chiamare, è stato fare suonare i bimbi nel cortile della scuola approfittando di una bella giornata di sole. All’aria aperta dove il suono si libera e giunge anche alle orecchie di chi inesorabilmente chiede di rispettare la legge. Così le esercitazioni musicali dei piccoli alunni della scuola di elementare di Mezzago (in Brianza) sono state rovinate da un inflessibile ispettore della Siae che ha chiesto il pagamento dei diritti d’autore.
Come raccontano i media locali, l’uomo, appena ha sentito le note, si è diretto verso il cancello dell’istituto, tutto impettito e sculettante come un arbitro che a grandi falcate corre a mostrare il cartellino rosso al difensore che ha appena azzoppato il centravanti. Così, con una certa soddisfazione, ha intimato: “Musica diffusa, dovete pagare”. Un comportamento che ha fatto infuriare un po’ tutti a Mezzago: genitori, professori e perfino il sindaco, Giorgio Monti, il quale ha chiesto “buon senso nell’applicare le regole“. Il primo cittadino ha anche specificato che “non era un concerto con biglietti da vendere, ma una lezione per bambini di 8 anni“. Tutto spiegato alla Siae che alla fine è stata convinta ed ha fatto dietrofront. Dalla sede della società sono partite due lettere: una di scuse alla scuola (“Siae non agisce in questo modo. Il preside e le famiglie vogliano perdonarci”), l’altra, di richiamo, al funzionario inutilmente solerte.
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