bavaglini, mensaUn mese fa era stato messo al bando dalla Regione. Prima ancora da Coop ed Esselunga. Nei giorni scorsi è toccato a Carrefour. Si tratta del pangasio, pesce orientale d’acqua dolce sul quale c’è più di un dubbio. Ma andiamo per ordine.

A dicembre la commissione Politiche economiche dell’Emilia-Romagna aveva approvato una risoluzione con la quale si chiedeva la graduale sostituzione del pangasio con il pesce azzurro delle coste dell’Adriatico nelle mense scolastiche. I motivi, veniva spiegato in una nota, sono quelli di “incentivare il consumo del pesce dei nostri mari e, nel contempo, permettere ai bambini delle mense di mangiare un cibo più genuino e gustoso“. Giorgio Pruccoli, esponente del Pd e primo firmatario del documento, aveva aggiunto: “Nulla da eccepire sulla qualità del pangasio ma si tratta di un pesce che proviene dal Vietnam, composto prevalentemente di acqua e pieno di lische che non incontra il gradimento dei bambini”.

In realtà sembra che non si tratti solamente di una questione di gusto. Da tempo Coop lo ha bandito mentre Esselunga si è sempre rifiutata di venderlo. Nei giorni scorsi Carrefour ha imposto lo stop in Belgio e, presto, analoga sorte toccherà agli altri punti vendita: “Gli allevamenti di pangasio – spiega un comunicato – hanno un forte impatto ambientale; una volta esauriti gli stock di questa specie, questo pesce non verrà più venduto”. Oltre alla preoccupazione per l’ambiente c’è anche quella per la salute: sebbene si tratti di un pesce a basso costo, e quindi facilmente commerciabile, il pangasio viene allevato in acque ad alto tasso di inquinamento: in Thailandia, in Cambogia nel Laos e nel delta del Mekong, in Vietnam. Senza contare che non di rado sono state scoperte truffe con esemplari di pangasio, che ha bassi costi di allevamento, spacciati per altre specie ittiche più pregiate facendole pagare a peso d’oro. Considerato che questo pesce all’ingrosso si aggira sui 4 euro, il lucro per i disonesti è assicurato.

Il fatto è che i suoi filetti fino ad ora sono stati molto usati nella ristorazione collettiva: nelle mense, comprese quelle scolastiche. L’esigenza di tenere bassi i costi, evidentemente, ha avuto la meglio sulla qualità. Adesso, dopo questi provvedimenti, dovrebbero cambiare un bel po’ di cose.