
Immagini che lasciano senza parole. Di una donna livida, sanguinante, che stringe un orsetto. Sotto la doccia che piange. Che chiama i soccorsi. Avvolta in una camicia, o mezza nuda. Intorno, i cocci di una serenità in frantumi. Non sono immagini di vita vera ma fotografie che ricordano purtroppo una triste verità: le botte, le minacce, gli abusi subiti da molte donne. In pochi casi denunciati. Fino a quelli che sfociano in delitti. In molti altri casi vissuti nel silenzio.
L’iniziativa vede come protagonisti due fotografi ravennati, Fabrizio Martelli e Giuseppe Stronati, che insieme alla modella Carla D’Addato e alla truccatrice Emma Peonia hanno deciso di dare un volto alla violenza. Due donne e due uomini uniti dalla stessa passione, la fotografia, e dallo stesso scatto di rabbia: contro la violenza sulle donne che continua a macchiare di sangue le pagine delle cronache. Da qui nasce l’idea di togliere il velo alla violenza e riprendere in sedici immagini gli istanti terribili in cui la donna subisce violenza. Senza filtri. Le foto saranno presentate sabato 19 novembre al Mariani Lifestyle di Ravenna (via Pontemarino 19) alle 15.30 per poi diventare una mostra itinerante che sarà ospitata dal 20 novembre al 4 dicembre all’Hotel Diana di Ravenna (via Girolamo Rossi 47) e successivamente in diversi luoghi in Italia ancora in via di definizione.
L’obiettivo è ricordare che #questononèamore, un hashtag usato dalla Polizia di Stato contro la violenza sulle donne, tema attorno al quale è stato costruito il servizio fotografico.
Alla presentazione parteciperanno, oltre ai protagonisti dell’iniziativa, il Sost. Comm. Stefano Bandini e la Sovr. Ornella Lusa in rappresentanza del sindacato di polizia COISP.
Media partner dell’iniziativa il sito emiliaromagnamamamma.it che ha scelto alcuni scatti che saranno pubblicati sul sito e sulla pagina Facebook Emilia-Romagna Mamma con l’hashtag #questononèamore per tutta la settimana fino al 25 novembre, data in cui ricorre la giornata contro la violenza sulle donne.
“L’impressione – spiegano gli organizzatori – è che attorno alla violenza sulle donne ci sia quasi un velo che non permette di mostrare qual è il vero volto della violenza. Se non quando è troppo tardi. In un momento in cui spesso si cavalca l’indignazione per scopi pubblicitari, ci siamo detti che la vera indignazione dovrebbe essere scatenata dall’essere messi di fronte al vero voto della violenza. Che è fatto di lividi, lacrime, umiliazioni, paura. Sensazioni che ci sono rimaste addosso dopo aver letto gli ultimi fatti di cronaca che vedono donne protagoniste. Il nostro è un piccolo contributo per ricordare a chi passa davanti alle foto: ‘Guardate questa donna. Vi sembra amore?’“.
L’idea dei fotografi è nata anche perché, avvenendo spesso in ambito familiare, la prevenzione è difficile: “Abbiamo cercato di rappresentare il mondo di una donna – dicono gli ideatori – che subisce violenza familiare, le sue ansie, le sue paure, le sue remore nel chiedere aiuto prima che sia troppo tardi. Non sempre si arriva ad una violenza estrema, ma tantissime donne rimangono in questo limbo di lividi e sofferenze sia fisiche che psicologiche anche per anni. Questa è la nostra visione artistica e il nostro piccolo contributo a questo enorme problema: sarà una goccia nel mare ma saremmo molto felici se risvegliasse anche in una sola donna il sentimento di scappare da queste situazioni drammatiche”.
Note biografiche sugli autori:
Fabrizio Martelli, classe 1964, ravennate, consulente informatico, fotografo amatoriale dal 1980, passione che negli ultimi anni è diventata un lavoro.
Giuseppe Stronati, classe 1954, ravennate iscritto all’Accademia di Arte fotografica europea e al Circolo Fotografico Portuale di Ravenna.
Carla D’Addato, classe 1972, nome d’arte CandyMou, nata a Bisceglie, vive a Parma, fotomodella e artista di burlesque.
Emma Peonia, classe 1992, originaria di Milano, da 12 anni vive in Emilia-Romagna. Dal 2013 si occupa di effetti speciali, truccatrice effettista a Italia in Miniatura. Appassionata di fotografia, la vive da entrambi i lati dell’obbiettivo: dal 2011 come fotomodella per generi alternativi e dal 2013 come fotoamatrice.
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