A bordo dell’autobus con il biglietto regolarmente obliterato. Ma il tragitto per cui aveva pagato era più breve di 5 chilometri rispetto a quello che doveva percorrere. E così è stato multato. Peccato che la vittima di questa storia sia un ragazzo di 17 anni affetto dalla sindrome di Down, Mikkel, di Albinea, in provincia di Reggio Emilia.
La mamma, martedì, in un post pubblicato su Facebook ha raccontato che il figlio quella sera era tornato a a casa “balbettando, faticando a spiegarmi l’accaduto perché agitato, e chiedendomi di non fargli più prendere il tram”.
L’azienda dei trasporti, Seta, si è scusata con la famiglia e ha revocato la multa.
Ma i contraccolpi sul ragazzo sono stati, secondo la mamma, pesanti: “E’ giusto e doveroso che mio figlio venga trattato come tutti, anzi, è il nostro obiettivo, ma credo gli si potesse domandare di acquistare un altro biglietto per differenza, o anche intero, visto che ha cercato di spiegargli che glielo avevano venduto così. Il controllore, invece, ha preferito mortificarlo, multandolo e facendogli firmare il verbale, cosa che vi assicuro non è semplice per lui, specialmente su un mezzo in movimento. Ci tenevo a congratularmi con il controllore per avere rimpinguato le casse di Seta con i 66 euro della nostra famiglia. Nonostante gli entusiasmi per le vittorie olimpiche, i grandi proclami, le giornate mondiali e nazionali, le foto e i video più o meno commoventi, è sempre molto avvilente constatare come la diversa abilità esca sconfitta dal confronto con la quotidianità”.
Il sindaco di Reggio Emilia
ha fatto sapere che nei prossimi giorni incontrerà Mikkel in Comune “perché vorrei che ritrovasse presto la forza e la voglia di salire su quell’autobus”.
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