bambino piangeLe punizioni corporali in famiglia sono ancora molto diffuse nel mondo. Specialmente la sculacciata non è vietata (o, almeno, è tollerata in diverse Nazioni). Tra queste gli Stati Uniti (dove, anzi, i genitori continuano a dichiararsi ampiamente favorevoli), il Regno Unito, il Canada, il Belgio, la Repubblica Ceca, la Russia, la Svizzera e la stragrande maggioranza degli Stati africani e asiatici. Attualmente ad aver espressamente abolito le punizioni corporali in famiglia sono una cinquantina di Paesi a cui ben presto potrebbe aggiungersi la Francia, che nel marzo 2015 era stata condannata dal Consiglio d’Europa proprio perché nella legislazione non prevedeva un divieto all’uso della violenza nelle punizioni casalinghe.

Un emendamento al testo della legge sull’eguaglianza e la cittadinanza adesso recita che per i genitori “è proibito qualsiasi trattamento crudele, degradante e umiliante compreso qualsiasi ricorso alle punizioni corporali“. Se a settembre la norma dovessero passare anche al Senato francese, ci sarà dunque uno stop ai genitori dalle mani lunghe e ai metodi educativi ‘spicci’. E l’Italia? Come ricorda Il Corriere della Sera, nei fatti il divieto esiste ed è garantito da una sentenza della Corte Costituzionale del 1996 che decise contro la sculacciata ma non è ancora seguita una legge a differenza di Paesi con tradizione giuridica meno nobile come Capo Verde, Benin e Mongolia.