
La proposta arriva da Giacomo Mangiaracina, presidente dell’Agenzia nazionale per la prevenzione, ed è contenuta in una lettera aperta agli oncologi dell’Aiom, Associazione italiana di oncologia medica: “Cari colleghi oncologi dell’Aiom – scrive Mangiaracina -, a più riprese leggiamo sui media del vostro accorato e reiterato appello per la costituzione di un fondo nazionale per la cura dei tumori, con l’incremento di un centesimo sul costo dei prodotti del tabacco”. Ed ancora: “E’ proprio il Fumo (con la F maiuscola) che vi porta tanto, ma proprio tanto, lavoro, e voi chiedete al ministro e al governo di mantenere inalterato il parco-fumatori italiano? Create piuttosto alleanze virtuose perché questo olocausto dorato cessi o si riduca”.
Mangiaracina è un medico specialista in Salute pubblica, docente alla facoltà di Medicina e Psicologia, Università Sapienza di Roma. Gran parte del suo lavoro è dedicato alla lotta al tabagismo e si definisce un Tabaccologo. Ha collaborato con i ministri della Salute Elio Guzzanti, Umberto Veronesi e Girolamo Sirchia. Un vero esperto, dunque.
Mangiaracina poi si rivolge al ministro della Salute Beatrice Lorenzin alla quale consiglia “di attenersi ad una delle misure fondamentali nelle strategie di controllo del tabacco a livello mondiale, quella di incrementare in misura consistente il prezzo di sigarette e trinciati. L’incremento di pochi centesimi, di tanto in tanto, è proprio ciò che tutti i governi italiani hanno fatto da sempre, per non destabilizzare il parco fumatori d’Italia e incamerare 13 miliardi di euro ogni anno, spendendone poi 8 per i danni all’economia, all’individuo e alla società causati dalla piaga del tabacco. Si prenda esempio invece dalla Nuova Zelanda, che applicando il programma mondiale Tobacco Endgame, proprio in questi giorni ha portato il prezzo delle sigarette a 18 euro a pacchetto“.
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