
Il caso di Michi, ragazzino di Milano messo in salvo dopo che per 43 lunghissimi minuti era rimasto incastrato sott’acqua, nel Naviglio, è senz’altro eccezionale: complice è stato il macchinario Ecmo che ha consentito di tornare a far funzionare gli organi vitali. Fatto sta che l’annegamento è la seconda causa di morte dei bambini a livello mondiale. Solo in Italia, tolti i migranti che perdono la vita nel Mediterraneo durante i “viaggi della speranza”, muoiono annegate 360 persone per anno. L’Organizzazione Mondiale della Sanità parla di “sindrome da sommersione” ogni volta che ogni persona rischia di perdere la vita a causa dell’acqua: mare, piscine, fiumi e anche, purtroppo, le vasche da bagno. Il Centro Iperbarico di Ravenna sta seguendo in questi mesi R., un ragazzo di 14 anni che due anni fa ha avuto un’aritmia cardiaca mentre era in piscina e nei dieci minuti che sono trascorsi prima del suo recupero, è andato in coma, subendo danni celebrali notevoli. Dopo alcuni tentativi di recupero negli Stati Uniti, ora R. è seguito a Ravenna, dove è stata pianificata una terapia composta da più aspetti: fisioterapia, massofioterapia, idrokinesiterapia, riabilitazione equestre e riabilitazione con cane (pet therapy) e ossigenoterapia iperbarica. I risultati sono già evidenti: “Risponde quando lo chiami, muove il braccio spontaneamente, riesce a dare un biscotto al cane, da seduto calcia una palla, riesce a tenere un braccio su un tavolo”.
Sotto le amorevoli cure della mamma che non lo perde un attimo di vista, e supportato da altri bambini suoi amici, R. stando ai medici migliorerà ancora. All’ultimo controllo, infatti, la Risonanza Magnetica e la PET hanno evidenziato che la vista, l’attenzione e le percezioni sensoriali hanno ripreso a lavorare: “Prevediamo un lungo lavoro ma siamo ottimisti che R. possa fare ancora molti passi in avanti”.
LE REGOLE PER I BAMBINI
La sua vicenda evidenzia l’importanza delle regole che i bambini dovrebbero seguire quando vanno in acqua, a garanzia della propria sicurezza. Il Centro iperbarico raccomanda a ogni genitore di tenere bene a mente il vademecum elaborato dall’Associazione Stefano Cocchi. La prima regola è che nuotare è bello ma bisogna farlo solo se il mare è in perfette condizioni. La seconda è che, prima di immergersi, bisogna aspettare due ore dallo spuntino e quattro da un pasto completo: “Sbagliato il detto che, dopo mangiato, se si fa il bagno subito si evita ogni rischio. Il pericolo sta in quello che viene chiamato infarto intestinale”. Occhio, d’altro canto, a non nuotare a digiuno: l’ipotesi di un calo di zuccheri è infatti dietro l’angolo. Bene, poi, non forzare le proprie prestazioni. Occhio, inoltre, agli sbalzi termici: “Il corpo umano ha una temperatura di 37 gradi. L’acqua, se è sotto i 18 gradi, è pericolosa: soprattutto se si è accaldati e non ci si immerge in maniera graduale, si rischia la sincope. Infine, la sorveglianza: ogni bambino dovrebbe essere guardato a vista non da tante persone ma da un adulto attento, in grado di scorgere l’eventuale pericolo. Per diffondere queste semplici ma fondamentali regole, il Centro Iperbarico Ravenna è impegnato in corsi di formazione rivolti ai diretti interessati: i ragazzi delle scuole medie.
Centro Iperbarico di Ravenna
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