E’ la Cina, con il 62%, la principale produttrice di prodotti pericolosi, secondo i dati del Sistema europeo di allerta rapido (Rapex). Giocattoli (27% delle notifiche) e abbigliamento, prodotti tessili e articoli di moda(17%) hanno costituito le principali categorie di prodotti più segnalate e per le quali sono state adottate misure correttive.Per quanto riguarda i rischi, nel 2015 quello evidenziato più di frequente (25%) è il chimico, seguito da quello da ferite (22%), che figurava in testa all’elenco nella relazione precedente.
Nel 2015 sono stati registrati nel sistema 2072 allarmi e 2745 azioni correttive. Il Paese che ha inviato il maggior numero di segnalazioni è stata la Spagna (239), seguita da Ungheria (238) e Germania (208). L’Italia ha inviato 56 notifiche.
Emergono inoltre in lieve crescita, dal 14 al 15% le notifiche per prodotti i cui Paesi sono Ue, e sale anche il numero di prodotti pericolosi di produzione sconosciuta, dal 7% (2014) al 10% (2015).
Tra i prodotti pericolosi la Commissione europea segnala le riproduzioni in plastica di Peppa Pig e la sua famiglia di porcellini: l’elasticità dei pupazzetti è stata possibile grazie a ftalati, composto chimico che genera complicazioni per fegato, reni e polmoni se vi ci resta troppo esposti. E la maschera – anche questa di maialino, ma con nulla a che vedere con Peppa Pig – risulta invece facilmente infiammabile. Sostanza chimiche, in particolare cadmio, si trovano in orologi e braccialetti giocattoli. In Europa passa tutto questo e molto di più, come il monopattino la cui ruota rischia di staccarsi.
Qui il rapporto completo
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