eroiiiUn progetto per avvicinare i giovani delle scuole al fare impresa. Si chiama “Eroi d’impresa” e giunge quest’anno alla sua terza edizione, promossa dall’Unione dei Comuni della Bassa Romagna. Lo scopo è far emergere giovani talenti locali e valorizzare il contributo che la loro personale prospettiva e il loro pensiero possono portare al tessuto economico e all’intera comunità.

“Il progetto – spiega Marianna Panebarco della Panebarco & C. (società che ha ideato e coordina tutto il percorso) – è nato nel 2014 e nelle scorse due edizioni è stato sperimentato su un nucleo ridotto di classi e imprese. Quest’anno i numeri si fanno interessanti con 9 imprese e oltre 250 studenti (13 classi in rappresentanza di tutti gli istituti di Lugo, quindi istituto tecnico ma anche Liceo e Sacro Cuore, nessun indirizzo escluso, dal classico allo scientifico, dal linguistico al commerciale-economico, dall’informatico all’elettronico…). Il nostro intento è duplice, vogliamo da una parte far capire ai giovani quanto sia bello fare impresa e quanto sia interessante conoscere e scoprire le imprese che operano nel nostro territorio; dall’altro intendiamo stimolare le aziende a confrontarsi con le nuove generazioni, ad ascoltarle, perché la prospettiva delle nuove generazioni può davvero aprire la strada a nuovi percorsi e processi aziendali”.

Il progetto si articola in varie fasi: lezione sulla cultura di impresa; gioco a quiz per il ripasso (con pulsantiere realizzate in collaborazione con il Fablab Maker Station di Cotignola); videolezioni online per dare agli aspiranti eroi ed eroine di impresa strumenti di analisi, progettazione e design thinking; visita alle imprese (ogni classe viene abbinata ad una diversa impresa); pillole radio prodotte dai ragazzi per raccontare le imprese (in collaborazione con Radio Sonora); sviluppo dell’idea di innovazione (ogni classe viene divisa in 2-3 gruppi, ogni gruppo lavora ad una diversa idea di innovazione per l’impresa assegnata); finale con proclamazione dei Supereroi di impresa.

Lidia Marongiu dello Studio Giaccardi & Associati (società di consulenza che si occupa dei contenuti del progetto e supporta I ragazzi nella strutturazione delle idee di innovazione) ci ha svelato qualcosa sulla prima fase, che si è conclusa a metà marzo: “Nella lezione parto dall’etimologia della parola impresa (dal latino imprehendere: prendere su di sé, intraprendere, incominciare un’attività) e in 90 minuti racconto cosa vuol dire fare impresa oggi, nell’era del web 2.0 e della sharing economy. Parlo di mission e di vision aziendale, ma spiego anche ai ragazzi come fare impresa sia un fatto sociale e culturale. Sottolineo l’importanza di valori come la reputazione e la fiducia, spiego il significato di parole spesso usate a sproposito come stakeholder, startup, marketing, storytelling… Concludo sempre dicendo che qualunque sia il lavoro che ognuna e ognuno di loro andrà a fare, la cultura di impresa ne farà inevitabilmente parte e che la risorsa più preziosa di cui dovranno sempre avere cura è una sola: le persone”.

Il percorso, realizzato anche grazie al supporto delle associazioni di categoria del territorio, è appena partito e si concluderà a metà maggio.

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