Del rispetto per i morti ce ne potremmo anche fregare. Potremmo anche bypassare le categorie di maschilismo, femminismo, destra, sinistra, persino i concetti di etica e buon senso. Potremmo farlo se solo regnasse sovrano un briciolo di cervello.
Invece no. Rosanna Lau, delegata del sindaco di Civitavecchia, sul proprio profilo Facebook ha descritto come malata di “cazzite cronica” Alessia Della Pia, la 39enne uccisa – come sospettano gli inquirenti – per mano del compagno il 6 dicembre a Parma. La “cazzite” avrebbe portato la donna a intraprendere una relazione con il 26enne tunisino che l’ha poi “ammazzata come un cane”. Il commento della consigliera del Movimento 5 Stelle – poi oscurato ma già ampiamente diffuso sul web – continua con una coerenza che lascia sgomenti: “Non voglio vedere il suo nome nella lista delle ‘martiri’. Dire che se l’è cercata è il minimo. Se fosse sopravvissuta l’avrei insultata. Nel rispetto della morte provo pena per sua figlia”.
Ciò che consola in questa storia, se proprio c’è da consolarsi, è che la signora ha annunciato che presenterà le dimissioni domani. C’è poco da discutere intorno al fatto che una che se ne esce così possa ricoprire ruoli istituzionali. Del fatto, poi, che Lau possa aver capito o meno quello che ha pestato, potremmo anche allegramente sbattercene, se non fosse che il problema della violenza è serio e reale. E se non fosse che l’idea che i maltrattamenti o il femminicidio siano in parte responsabilità delle stesse donne vittime, circola ancora. Magari poco, magari solo in certi ambienti ottusi e medievali, ma stenta comunque a levarsi di dosso i panni dello stereotipo.
In questo caso, non si sa bene quale colpa tale da giustificare la propria fine possa aver avuto Alessia Della Pia: mettersi con uno straniero? Con uno più giovane di tredici anni? Il cervello, davvero, non ce la fa a seguire un ragionamento sensato riguardo questa vicenda. Non ce la fa a credere che nel 2015 una mente, anche se non eccelsa e accessoriata di titoli accademici, possa partorire ancora idee così abominevoli. Perché benvengano convegni e libri, testimonianze e interviste agli esperti. Ma qui pare davvero una questione di quoziente intellettivo minimo. Senza contare le parole volgari e mal poste. E, adesso sì, anche un pizzico di rispetto per chi non c’è più. E ha finito i suoi giorni menata, quasi affogata, ammazzata.
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