Inverno, basta un berretto: così i neonati si ammalano di meno

2 settembre 2015 0 commenti

Se d’estate ci si preoccupa di difendere il bambino piccolo dal caldo, va da sé che d’inverno ci si attivi per proteggerlo dal freddo. Come dire che non ci si può mai rilassare, né d’estate né d’inverno! In realtà, se si tengono a mente poche cose fondamentali, non è difficile comportarsi correttamente in qualsiasi situazione climatica.

Nelle abitazioni di oggi il problema del freddo praticamente non esiste. Anzi, si rischia molto più frequentemente di avere temperature troppo elevate, indipendentemente dalla presenza o meno di un bambino piccolo, anche per noi adulti. Nessuna preoccupazione, quindi, per un vestiario “invernale” quando il neonato o il lattante è in casa. Qualche attenzione va prestata alla temperatura della stanza dove dorme: l’ideale è attorno ai 18-20° C, un po’ più bassa di quella che, generalmente, siamo soliti trovare nelle nostre case. Questa avvertenza fa parte del “pacchetto” di raccomandazioni utili a prevenire la cosiddetta “morte nella culla” (SIDS), insieme alla posizione supina nel sonno e al suggerimento di non coprire troppo il bambino quando dorme. C’è evidenza che SIDS e sovra-riscaldamento siano in qualche misura correlate e quindi niente infagottamenti in strati di coperte pesanti o piumoni straripanti nei quali il neonato-lattante, durante il sonno, possa infilarsi con la testa rendendosi difficile la respirazione. Troppi indumenti mentre dorme possono avere lo stesso effetto di ostacolare una respirazione libera e confortevole. Una coperta leggera e un lettino che lo accolga e lo “contenga” per evitare che scompaia sotto le coperte o si giri in posizione prona sono le cose più giuste alle quali provvedere.
neonato
Superate le prime 2-3 settimane di vita, ammenochè non faccia proprio freddo, si può iniziare con qualche breve sortita fuori casa. Più avanti la passeggiata all’aria aperta non potrà che fargli bene. Ricordiamoci che se è ben coperto, non sarà il freddo all’aria aperta a farlo ammalare, piuttosto è negli ambienti chiusi, affollati e surriscaldati che virus e batteri si possono più facilmente trasmettere da una persona all’altra. Bambini che nascono e crescono in altre latitudini con climi ben più freddi del nostro non si ammalano certamente più dei nostri figli. Se in estate siamo stati attenti ad evitare le ore centrali della giornata per risparmiargli il caldo più intenso, in inverno privilegeremo per le nostre uscite proprio questi orari nei quali la temperatura è un po’ più mite e il clima meno umido. Un berrettino caldo in testa (la testa dei piccolini disperde molto calore!), una tutina un po’ più pesante sotto e un sacco piuma (all’occorrenza con cappuccio) per tenerlo protetto e al caldo dovrebbero essere sufficienti. Meglio evitare gli infagottamenti eccessivi o i multistrati di vestiti che gli impediscono respirazione e movimenti. A questo punto non resta altro da fare che uscire di casa.


direttore dell'U.O. di Pediatria e del Dipartimento Materno-Infantile dell'Ausl di Forlì

Commenta