Si parla tanto di privacy. E a quella dei bambini italiani, chi ci pensa? Il Garante per la protezione dei dati personali lancia l’allarme sulle app e i siti Internet utilizzati dai bambini. Come riporta adnkronos, su 35 casi analizzati, 21 hanno messo in evidenza gravi profili di rischio. Di questi 21, otto richiederanno addirittura specifiche attività ispettive.
I casi analizzati fanno parte di un’indagine che il Garante italiano ha svolto in collaborazione con altre 28 Autorità internazionali del Global Privacy Enforcement Network sulla protezione in rete dei bambini tra gli 8 e i 13 anni. Le app e i siti selezionati dal Garante italiano hanno a che fare con il settore dell’educazione, il mondo dei giochi, i servizi on-line offerti da canali televisivi per l’infanzia, i social network.
Quella che emerge è una grave disattenzione nei confronti dei più piccoli: poca trasparenza sulla raccolta, l’utilizzo dei dati personali e le autorizzazioni richieste per scaricare le app su smartphone e tablet, senza contare la presenza di pubblicità e il rischio che i bambini vengano reindirizzati verso siti non controllati.
Antonello Soro, presidente dell’Autorità italiana garante della privacy ha commentato che i bambini, in rete, non sono adeguatamente protetti. E che occorrerebbero davvero siti e app a misura dei più piccoli.
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