I due amici di Carpaneto Piacentino
I due amici di Carpaneto Piacentino

Hanno telefonato a mamma e papà quando stava per scattare l’allarme. Lieto fine per l’avventura di due amici di Carpaneto Piacentino, Elia Scirè ed Emilio Moraschi, 20 e 19 anni, che a bordo di un gommone comprato in un supermercato al prezzo di 40 euro, hanno deciso all’inizio di luglio di arrivare al mare partendo dal Po. E ce l’hanno fatta, approdando dopo cinque giorni a Marina Romea, nel Ravennate. Era da tempo che i due covavano il sogno di tagliare il traguardo dell’Adriatico da soli, guidati solo dalla forza fisica, dal senso di orientamento e dalla certezza che prima o poi, remando dritto, sarebbero arrivati alla meta.
Elia, come vi siete attrezzati tu ed Emilio?
“Con il gommone, due zaini, i sacchi a pelo e una borsa termica con i viveri”.
Vi sono bastati?
“No, gli ultimi due giorni non era rimasto quasi più niente. Pensavamo di metterci meno tempo. Quando siamo arrivati a Marina Romea, siamo corsi a fare la spesa”.
Chi sapeva della vostra gita?
“Qualche amico e nessun altro. Alle nostre famiglie avevamo detto che saremmo rimasti qualche notte fuori in tenda. Dopo due giorni di navigazione, i nostri telefoni si sono scaricati. Eravamo irraggiungibili. Quando abbiamo richiamato a casa, i nostri genitori erano abbastanza arrabbiati, o forse più preoccupati e spaventati: ci hanno detto che avrebbero dato l’allarme il giorno dopo”.
Come mai questa “traversata”?
“L’avevamo in mente da tempo. E abbiamo colto l’occasione dell’esame di maturità di Emilio per organizzarla davvero”.
Quali difficoltà avete incontrato?
“Due volte siamo dovuti risalire a riva perché c’erano delle dighe: abbiamo sgonfiato il gommone e poi lo abbiamo rigonfiato. La notte, quando ci fermavamo a dormire in tenda, le zanzare si sono fatte sentire. Senza contare che, alla partenza, non riuscivano a capire come si remasse: era la prima volta che provavamo e all’inizio è stata durissima, procedevamo a passo d’uomo. Il gommone, poi, non era molto comodo: ci stavamo a malapena noi due con le borse. Per non parlare del dolore: non avevamo con noi la crema solare, ci siamo letteralmente bruciati. Per il resto, un gran bel viaggio: bellissimi paesaggi, animali, piante”.
Senza mappa, senza bussola: come vi orientavate?
“Non avevamo idea di dove fossimo. Quando siamo arrivati a Marina Romea, non sappiamo bene come, abbiamo visto che c’erano delle case e siamo scesi a chiedere che posto fosse”.
Avete avuto paura?
“No, solo qualche momento di sconforto. Ma seguendo il Po, sapevamo che prima o poi saremmo arrivati al mare”.
Sapete nuotare, per lo meno?
“Io sì, Emilio no”.
Come siete tornati a casa?
“Abbiamo preso l’autobus per Ravenna da Marina Romea. E poi il treno per Piacenza”.
Ripeterete l’impresa?
“Può essere. Magari la prossima volta lo diremo ai genitori, che si sono molto spaventati. E ci organizzeremo un po’ meglio. Lo sforzo fisico è stato tanto vista la scarsa corrente ma, alla fine, ha prevalso la soddisfazione per avercela fatta. Quando abbiamo visto il mare, è stato bellissimo”.