
Le spiagge bianche e il mare turchese. I barconi. Le tartarughe che depositano le uova. I viaggi della speranza. Il turismo. I profughi. Dei contrasti di Lampedusa, l’artista di Casola Valsenio Fiorenza Menni del collettivo Ateliersi non si fa una ragione. Innamorata persa dell’isola diventata il simbolo degli sbarchi dei migranti nel Mediterraneo, ha scelto il sindaco Giusy Nicolini come il baricentro del concerto-documentario che presenta in anteprima sabato 25 luglio alle 21 all’interno della manifestazione “Casola è una Favola” (il debutto è invece previsto il 30 luglio al Cassero di Bologna), per l’esattezza durante la Notte delle Favole. Lo spettacolo si intitola “Isola e sogna”, è stato scritto insieme al compagno Andrea Mochi Sismondi dopo un viaggio-reportage sul campo e vede Vittoria Burattini, percussionista dei Massimo Volume, alla batteria e Mauro Sommavilla alla chitarra.
Per l’occasione, lo spettacolo si cala anche nel contesto locale, apparentemente così lontano da quel che Lampedusa è nei fatti e nell’immaginario collettivo: Claudio, fratello di Fiorenza, ha scritto infatti un racconto che si ispira alle storie dei tre ragazzi del Mali rifugiati politici attualmente ospitati a Casola Valsenio. Una storia che non entra troppo nel dettaglio ma che parla di molti di coloro che partono con la speranza di trovare qualcosa di meglio di là dal mare. Una storia che apre le teste, sgombera il campo dai pregiudizi e invita a farsi una, due, mille domande in più.
“Forse è banale descrivere Giusy Nicolini come una donna forte – spiega Menni – che da esponente di Legambiente è riuscita a togliere Lampedusa dalle mani della mafia per farne un parco. Che gestisce alla meglio una serie di contrasti fortissimi e inimmaginabili se non si scende a vedere. Che è stata tra i primi a non usare la parola antagonismo, a non parlare di clandestini. Fatto sta che ci siamo voluti concentrare su di lei per raccontare che cosa significa essere una donna al potere in Sicilia, esserlo ancora più a sud, esserlo in uno dei punti d’Europa più importanti a livello geopolitico”. La restituzione, in chiave femminile, di “un’isola da sogno” dove le logiche evaporano: “Gli abitanti sono solidali, accoglienti. Più volte li abbiamo sentiti chiedere perché, se arriva una donna con un neonato, non possono ospitarla per qualche tempo a casa loro”.
Qui il programma di “Casola è una Favola”
Maggiori info sullo spettacolo qui
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