Quando Dorota Schodowska porta i suoi bambini di tre, sei e otto anni alla biblioteca Malatestiana di Cesena, non vede l’ora che si perdano tra le pagine dei libri, ascoltino una storia, prendano in prestito i titoli che hanno amato di più. Ma da qualche tempo a questa parte – da quando è cambiata la sede – i suoi figli si distraggono facilmente. Nella sala per i più piccoli, infatti, sono state inserite delle postazioni per i giochi didattici multimediali: schermi davanti ai quali i baby-lettori possono colorare un disegno utilizzando il touchscreen o fare altre attività come avviene, per esempio, con i tablet. Attratti dai computer, i suoi bambini dimenticano i libri. Si mettono in fila, litigano tra loro e con chi è in coda: staccarli diventa un’impresa impossibile. Non solo: “Se un genitore riesce in qualche modo a coinvolgere suo figlio nella lettura, il bambino viene lo stesso disturbato dai rumori dei giochi interattivi, che oltretutto si sovrappongono tra loro”.
Altri genitori, in questi mesi, hanno inviato alla Malatestiana la stessa lamentela. La convivenza tra schermi e libri, insomma, ha trovato in alcuni pareri poco favorevoli. Dorota, però, ha deciso di parlarne pubblicamente per capire se quello che lei ha riscontrato è un problema sentito oppure no: “Le mamme che incontro in biblioteca sono tutte d’accordo con me nel sostenere che le postazioni andrebbero spostate altrove. Creano scompiglio tra i bambini, che inevitabilmente fanno chiasso. Più volte il personale è entrato in sala per chiedere ai piccoli di fare silenzio, visto che siamo in una biblioteca. Gli addetti hanno ragione, per carità. Ma è proprio la presenza dei giochi a distrarre i bambini, che se avessero a disposizione solo i libri starebbero senz’altro più tranquilli”.
In attesa che Dora vada a parlare con i diretti interessati, noi di Romagna Mamma abbiamo messo le mani avanti, contattando Elisabetta Bovero, la nuova dirigente del settore Biblioteca Malatestiana, Cultura e Turismo del Comune di Cesena. Che si è detta pronta a prendere in considerazione le richieste di cambiamento: “In linea di principio non sono contraria al fatto che i libri convivano con altri linguaggi. Come dice un antico detto indiano, le biblioteche sono luoghi dinamici, che cambiano con i tempi. Credo che sia una definizione azzeccata e incredibilmente contemporanea di quello che anche io intendo per biblioteca. Una precisazione, inoltre è d’obbligo: i nostri non sono videogiochi ma attività multimediali selezionate con cura e adatte all’età di riferimento della sala”. In ogni caso, la dirigente è convinta che la riorganizzazione degli allestimenti vada fatta laddove una nutrita fetta di utenti vive un disagio: “Mi riservo di approfondire la questione. Siamo un servizio moderno, all’avanguardia. Che però non dimentica mai le esigenze dell’utenza”.
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