disabili

Il modo più bello di celebrare la festa della donna quest’anno è stata una bambina speciale nata alle 12,12 di domenica 8 marzo all’ospedale di Perugia. Neanche due chili e un nome in cui è racchiusa una storia dolorosa ma a lieto fine: Vittoria. La piccola è infatti figlia di Francesca, una donna di 33 anni tetraplegica dell’età di due per colpa di un proiettile vagante che la colpì al collo in provincia di Salerno. La giovane campana da allora vive su una sedia a rotelle ma questo non gli ha impedito prima di trovare Antonio, l’uomo della vita, e adesso di portare a termine una gravidanza che fin dall’inizio si annunciava complicatissima al punto che il parto è stato definito “senza precedenti” dagli stessi medici. Che al quotidiano la Nazione hanno fatto sapere: “In tanti anni di attività assistenziale mai mi era capitato di seguire una paziente incinta con una disabilità così grave e così precoce. È stata una sfida per tutti gli operatori, e quando abbiamo saputo della nascita di Vittoria, abbiamo festeggiato”.

Giorgio Epicoco, responsabile dell’ostetricia dell’ospedale umbro ha specificato: “In letteratura non sono riportati casi con lesioni così precoci che condizionano la crescita ossea e di molte parti dell’organismo. La gravidanza è stata fortemente a rischio, ma la volontà della giovane mamma è stata più forte della sua disabilità”. I neogenitori gridano al miracolo e ringraziano san Gennaro “per la grazia” anche se i dottori, molto laicamente, riconducono tutto in ambito scientifico: Epicoco ricorda altri casi di donne “con problemi cerebrali dalla nascita o con paraplegia da emorragia cerebrale che hanno avuto figli, anche in modo naturale”. Resta l’eccezionalità del caso di Francesca: “Prima di arrivare a Perugia le avevano tolto ogni speranza e, una volta incinta, le era stato consigliato di abortire”, commenta Epicoco. Ed infine un monito, una speranza: “La tetraplegia in sé non è un limite assoluto alla gravidanza“.