
Lavorare a Ravenna, per Silvia Bigi, è una medaglia a due facce: il dritto è che se qualcuno si innamora del suo lavoro, poi continua a passare dal suo studio e la fotografia la intende solo come la intende lei. Il rovescio è che non è facile farsi notare e arrivare al cuore della gente – anche se fai qualcosa di non omologato – in una realtà di provincia nella quale le mode, la pigrizia mentale e in generale l’avversione alle novità si respirano eccome.
Lilith Studio Gallery è però la prima pietra posata da una che a 29 ani ha scelto di crederci: fotografa professionista, Silvia ha aperto il suo spazio in centro storico (via di Roma 82Y) per ospitare corsi, workshop, esposizioni, mostre. Un punto di partenza, visto che i riferimenti anche spaziali contano eccome. Ed è domani alle 19 che la giovane artista inaugurerà la mostra della fotografa americana Andi Schreiber “Pretty, Please” curata da Chiara Fuschini di Ninapì – Nesting Art Gallery (visitarla sarà possibile fino al 31 marzo): quattordici scatti che indagano la mezza età come momento di spaesamento e come metamorfosi. Immagini nate dall’aver puntato la macchina fotografica su di sé per restituire i sentimenti di incertezza rispetto al proprio corpo e alla propria sessualità di donna, compagna, mamma. Che alla fine del percorso dice: “Voglio che il mio corpo sia sempre attivo. Scomparire non è un’opzione”.

Per Silvia Bigi, che non è ancora inserita nei circuiti internazionali, la mostra di Andi Schreiber è un primo passo per iniziare a fare conoscere la propria galleria e la propria missione: portare all’attenzione del pubblico artisti poco celebri. Il suo, in fondo, è un lavoro di nicchia: “Mi concentro sulla ritrattistica di ricerca e sulla videoarte. Con Elisa Cecchi stiamo lavorando intorno alla fotografia evolutiva, quella che cerca meno la tecnica, a favore di un approccio più vicino al sentire”. Su quest’onda è nato, in novembre, “Prove di esistenza”, un corso dedicato alle fotografie da album di famiglia che sarà riproposto il prossimo anno. Il 7 marzo, intanto, Da Ninapì (via Pascoli 31) inaugurerà un lavoro fotografico e pittorico sugli archetipi femminili che Silvia ha condotto con la pittrice Laura Rambelli.
E ala classica obiezione sul fatto che di arte non si campa, Silvia risponde così: “Ho conosciuto solo questi, di tempi. In passato non so come è stato lavorare in campo artistico. Non posso che provarci. E lo voglio fare qui, nella mia città. Mi ispiro molto a Silvia Camporesi, che vive d’arte ma è rimasta a Forlì. A dimostrazione che non è necessario andare nelle grandi città.

Orari mostra: lunedì, martedì e mercoledì 10.30 – 12.30 e 15.30 -18.30
altri giorni e orari su prenotazione
Info
lilithstudiogallery@gmail.com
333 9437600
www.lilithstudiogallery.com
www.andischreiber.com
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