Mamma costretta a convertirsi: la storia dell’ora di religione diventa un’interrogazione parlamentare

croce, dio, religioneLa mamma di Ravenna costretta a dichiarare di aver cambiato culto per consentire al figlio di non avvalersi dell’ora di religione cattolica – una storia che Romagna Mamma ha raccontato lunedì scorso – è diventata un’interrogazione parlamentare.

A firmarla Giovanni Paglia, deputato di Sel, che scrive al Ministero Istruzione, Università e Ricerca: “Paradossalmente, per ottenere il proprio diritto ad un diritto fondamentale di libertà garantito dalla Costituzione, la madre in questione ha dovuto dichiarare la propria improvvisa conversione, con ciò ottenendo l’immediata esclusione del figlio dall’insegnamento della religione cattolica. Si affermerebbe così l’assurdo principio per cui la possibilità di scelta sarebbe solo fra le religioni, discriminando gli atei e soprattutto la facoltà soggettiva di decidere in merito ad un non obbligo come l’ora di religione, che avendo attinenza diretta con la coscienza non può essere collegata a scadenze temporali burocratiche”.

Giovanni Paglia chiede “se il Ministro sia a conoscenza di altri simili casi e se non ritenga necessario innovare per via amministrativa interpretazioni evidentemente restrittive della libertà individuale e contrarie al dettato costituzionale, garantendo a tutti di poter effettivamente scegliere in qualsiasi momento se aderire o meno ad una facoltà come l’ora di religione”.

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