Si stanno riducendo in maniera allarmante gli spazi di gioco pubblici e all’aperto per i bambini. E non stiamo parlando di cementificazione selvaggia, ma di un atteggiamento di intolleranza verso i giochi all’esterno che, com’è ovvio, provocano qualche schiamazzo.
Due notizie in pochi giorni segnalano eventi che vanno in questa direzione. A Milano, qualche giorno fa, una donna di 70 anni ha spruzzato spray al peperoncino contro alcuni bambini che giocavano in una piazza cittadina, disturbandola. Pare che la donna avesse prima iniziato a fare foto ai piccoli ‘disturbatori’, poi, dopo essere stata apostrofata da una mamma, abbia fatto ricorso allo spray urticante.
Ancora più grave è l’atteggiamento adottato dal Comune di San Lazzaro di Savena, in provincia di Bologna, che con un’ordinanza ha vietato l’utilizzo dei giochi installati all’interno dei parchi pubblici “che distano meno di 20 metri da immobili ad uso residenziale, nelle fasce orarie che vanno dalle 13 alle 16 e dalle 22 alle 8”. La sanzione prevista per chi non rispetta il divieto va da 25 a 500 euro.
Secondo l’amministrazione comunale questa misura si è resa necessaria per garantire la quiete e la tranquillità delle persone. Passi per l’orario notturno, dunque. Ma quello pomeridiano?
Il rumore di un’asfaltatrice, i martelli pneumatici di un cantiere, il semplice traffico veicolare, insomma i suoni di tutte le attività umane che di certo non si fermano dalle 13 alle 16 sono dunque meno fastidiosi delle voci dei bambini che giocano?

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