I genitori dell’Osservatorio mense sul piede di guerra e se le cose non cambiano “ci saranno nuove mobilitazioni”. Il problema? Le tariffe massime delle mense scolastiche di Bologna sono più care dei costi sostenuti dal Comune, inoltre il sistema di rilevazione delle presenze dei bambini non funziona bene e la qualità del cibo, il bio, l’igp devono essere inserite da settembre.
I genitori vogliono risposte chiare e chiedono alla commissione di “approvare una proposta di conguaglio congrua e equa con modalità e tempistiche rapide per i maggiori costi sostenuti dalle famiglie”, si legge in una nota pubblicata su Repubblica. Ma il problema è anche la rilevazione delle presenze “troppo macchinosa”.
I genitori intervengono poi sulla proroga di un anno a Seribo, che gestisce la refezione scolastica, e sul nuovo bando che deve essere approvato. L’affidamento diretto scelto per il prossimo anno, “dovrà contenere previsioni di aumento della qualità”, quindi biologico al 70%, riduzione della plastica, tracciabilità degli alimenti e sistemi di controllo più efficaci.
Infine, sul nuovo bando, le famiglie si aspettano di vedere bozze dei documenti di indirizzo e del piano-economico finanziario che saranno votati in consiglio. “Le nostre richieste – conclude il portavoce deell’Osservatorio mense – sono state sostenute dal 52% dei genitori che lo scorso maggio aderirono allo sciopero del pasto”.
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