Schermata 2014-05-15 a 11.59.21 PMBamboline, piastre per capelli, I-phone e orologi: sono questi alcuni dei premi che si possono ricevere in cambio dei ticket redemption, una serie di tessere cumulabili con le quali ci si può portare a casa gadget di vario tipo. Queste macchinette che si trovano nei luoghi pubblici come centri commerciali e sale giochi di tutta Italia attirano schiere di adolescenti e persino di bambini di cinque o sei anni di età.

“I genitori pensano che siano innocue – spiega – Matteo Iori, presidente del coordinamento nazionale gruppi per giocatori d’azzardo e del Centro Papa Giovanni XXIII –  ma in realtà rappresentano il prodromo delle slot machine”.

Sono macchinette che somigliano molto ai flipper di una volta, ma a differenza di un tempo, non si gioca solo per divertirsi ma per ottenere un premio. “I ticket redemption non sono da sottovalutare – continua Matteo Iori – perché il gioco non è un fine ma il mezzo per accaparrarsi un oggetto”.

Si schiaccia un bottone, si spara al bersaglio, si gira una leva e la caccia ai punti ha inizio. “I ticket redemption non sono considerati giochi d’azzardo perché mancano di due caratteristiche fondamentali, non si basano sull’aleatorietà, cioè sulla fortuna, ma richiedono delle abilità, anche se non è ben chiaro quale competenza sia richiesta nel girare una ruota, e inoltre non si vincono soldi ma premi. Eppure questi giochi avvicinano molto alla cultura del gioco d’azzardo”.

Il confine tra questa forma di divertimento e l’azzardo è labile, molti adolescenti infatti cadono nel gioco d’azzardo con estrema facilità. “Il passo da un jackpot che dà una bambolina a uno che distribuisce denaro è breve. Secondo una ricerca del CNR (consiglio nazionale ricerche) nel 2010/2011, il 47% degli studenti di età compresa tra i 15 e i 19 anni ha giocato d’azzardo almeno una volta nell’arco di dodici mesi”.

Sebbene il Lotto, le scommesse e tutti quei giochi annoverati nel mondo dell’azzardo siano vietati ai minori di 18 anni, i ragazzi trovano comunque il modo di entrarci in contatto. I maschi preferiscono le scommesse sportive e i Gratta e Vinci, le femmine invece il Lotto. Ultimamente si stanno diffondendo sempre più i giochi on line, dove il controllo dell’adulto è quasi completamente assente.

Semplici frasi che a chiunque può capitare di pronunciare come “Dai gratta tu che magari hai la manina fortunata” oppure “Tesoro di nonna dimmi un numero che così vinciamo qualcosa”, apparentemente innocue possono però, in alcuni casi, innescare nel bambino un desiderio di guadagno facile e immediato. “Se lo fanno i genitori allora i figli credono che non ci sia niente di male”. Secondo uno studio condotto da Nomisma sembrerebbe che i bambini cresciuti in un ambiente familiare legato al gioco di questo tipo abbiano possibilità più alte di sviluppare in futuro un comportamento legato all’azzardo rispetto a chi invece non ha subito questa forma di esposizione.