Non esiste un unico modello di scuola. Davide Crescentini, ingegnere meccanico di Forlì, lo sa bene. Ma quando nel 2009 ha deciso insieme ad altri di fondare l’associazione Gaia che si occupa di diffondere stili di vita sostenibili, non credeva di trovare tanta sensibilità – tra ragazzi e insegnanti – rispetto ad un’idea di scuola diversa da quella alla quale siamo abituati a pensare.
Eppure questo emerge dal social network che ha creato per raccogliere sul territorio nazionale – partendo sperimentalmente dall’Umbria e dall’Emilia-Romagna – le esperienze di scuole sostenibili dal punto di vista ambientale, economico e sociale: “Wikigaia non serve solo ad una mappatura dei modelli innovativi che nascono e fioriscono in Italia. Il nostro intento, dopo la raccolta delle informazioni, è offrirci per replicare gli stessi modelli in altre città. Sul sito c’è anche la possibilità di avviare delle raccolte fondi per sostenere i progetti. In ogni caso uno dei nostri obiettivi, visto che parliamo di sostenibilità, è tenere i prezzi dei nostri corsi di formazione molto bassi. Vogliamo formare esperti sul territorio”.
A Forlì, per esempio, è attivo il progetto “Seminando biodiversità – Gli ortelli”: “In una scuola ripartiremo con un corso di agricoltura urbana, in un altro istituto realizzeremo un orto e istruiremo gli insegnanti su come portarlo avanti insieme ai ragazzi”.

L’associazione sta anche lavorando con i Gas, i gruppi d’acquisto solidale, per portare nelle scuole corsi di economia solidale, educazione alimentare, baratto e monete parallele. Intanto altre scuole si stanno affacciando al mondo di Gaia: “Sono in ballo l’Istituto tecnico di Forlì e l’Istituto agrario di Cesena”.
Davide Crescentini non ha in mente un modello unico preponderante: “Mi ispiro a ciò che sognavo quando, da piccolo, a scuola mi annoiavo e immaginavo di essere da un’altra parte”.
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Questo è il video di presentazione di “Seminando”
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