Un gravissimo lutto nel mondo della cultura italiana: è morto un amico dei bambini. Se n’è andato questa mattina nella sua Piadena (in provincia di Cremona) Mario Lodi, scrittore, insegnante e pedagogista. Aveva 92 anni.
E’ stato lui, assieme a un manipolo di insegnanti, che nel dopoguerra ha riformato la scuola italiana introducendo novità allora rivoluzionarie come il testo libero, il calcolo vivente, le attività espressive (pittura, teatro, danza, ecc.), la ricerca sul campo, la corrispondenza interscolastica, la stampa a scuola, la scrittura individuale di storie e di veri e propri libri.
La sua fama presso il grande pubblico è legata a Cipì, il primo tra le sue decine di libri, edito nel 1961 e che narra la storia di un uccellino ribelle. Si tratta di un’opera amatissima da generazioni di bambini. Ma elencare i meriti e le attività di Mario Lodi in poche righe è quasi impossibile.
Ricordiamo solo che dal 1970, per dieci anni, ha diretto il gruppo di ricerca della Biblioteca di Lavoro che ha prodotto 127 libretti di letture, guide e documenti. Nel 1980, con un’indagine sul territorio nazionale, ha raccolto e classificato 5.000 fiabe inventate dai bambini. Promosse lo studio della Costituzione nelle scuole, adattandola ai più piccoli. Ha fondato la Casa delle Arti e del Gioco nel suo paese natale e ha ricevuto numerose onorificenze come la laurea honoris causa in Pedagogia e il titolo di Cavaliere di gran croce della Repubblica italiana e il premio Unicef 2005-Dalla parte dei bambini.
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