A quanti genitori sarà capitato di sottoporre i propri neonati alle vaccinazioni obbligatorie e facoltative con uno strano senso di dubbio e di incertezza? Non sapendo bene se scegliere tra i rischi connessi a una mancata vaccinazione o ai possibili effetti collaterali correlati alle fatidiche iniezioni.

E spesso, nemmeno il mondo scientifico corre in aiuto di mamma e papà nel prendere questa decisione, perché quando si tratta di vaccini, le opinioni sono discordanti.

Dubbi che non si hanno solo in occasione delle prime vaccinazioni ma anche anni dopo, quando arriva il momento dei cosiddetti ‘richiami’. Se i vostri figli hanno appena compiuto cinque anni, vi sarà già arrivata a casa la lettera dell’Ausl con la quale siete invitati a portare il bambino a vaccinarsi per antipolio, antidifterica, antitetanica, antipertossica, antimorbillosa, antirosolia e antiparotite.

Eugenio Serravalle, medico chirurgo specialista in pediatria preventiva e puericultura e patologia neonatale, critico nei confronti delle vaccinazioni, era già intervenuto su Romagnamamma.it con un’intervista a confronto con Mauro Mancino, pediatra a favore. La sua posizione sui vaccini di richiamo non è molto differente: “Il mio consiglio è di aspettare – spiega – facendo il vaccino quando il bambino ha compiuto sei anni, può essere somministrato in forma “attenuata”. Conterrebbe cioè una dose minore di anatossine di titanica e difterica, anche se quella relativa al polio rimane alterata”.

Per quanto riguarda quello antinfluenzale, secondo Serravalle mancano dati scientifici che dimostrino la validità ed efficacia del vaccino per i bambini dai sei ai diciotto mesi. “Per tutti gli altri – aggiunge – bisogna considerare il rapporto tra rischi e benefici. Suggerirei il vaccino contro l’influenza solo in quei casi particolari in cui sono presenti patologie gravi e rare. Tra i maggiori rischi collegati a questo tipo di vaccinazione c’è quello di sviluppare la sindrome di Guillanbarrè, una malattia neurologica progressiva che porta alla paralisi degli arti superiori e inferiori. E di questa correlazione esiste una documentazione scientifica”.