Il figlio ha dei ‘problemi comportamentali', i genitori si rivolgono ai servizi sociali i quali allontanano il minore dalla coppia distruggendo, in pratica, l'armonia e la serenità della famiglia. Una vicenda che ha quasi dell'incredibile e che si dipana fra l'Alto Adige e la Romagna.
Tutto ha inizio quando due coniugi – padre meccanico e madre casalinga, già genitori di una ragazza che non ha mai dato particolari preoccupazioni – di Bolzano chiedono l'aiuto ai servizi sociali per il loro piccolo di 9 anni, considerato problematico per “iperattività”. Le istituzioni decidono che l’unica soluzione possibile sia allontanare il bambino da casa. Una procedura che avviene in maniera poco ortodossa, come racconta il sito dell'avvocato Francesco Miraglia, legale modenese specializzato in casi come questi e difensore della famiglia altoatesina: il bambino viene prelevato a scuola da una pattuglia della polizia e trasferito, su disposizione di un magistrato, in una comunità di Forlì.
L'episodio che, evidentemente, allarma il giudice e i servizi sociali è la minaccia del bambino ad una compagna di classe con un coltellino da campeggio. Dopo l'allontanamento i genitori hanno potuto incontrare solo tre volte il figlio e lontano dalla struttura specializzata forlivese. In questi e in altri frangenti il bambino ha espresso il desiderio di tornare a casa ed è sembrato molto sofferente per la lontananza dai genitori. Per questo motivo l'avvocato Miraglia assieme alla famiglia sta cercando di ottenere la revoca del decreto di allontanamento che ha una validità di due anni.