Quanti falsi miti in gravidanza: le ostetriche del collegio provinciale di Ravenna, Teresa De Meo e Glenda La Corte, ci aiutano a sfatarli, passandoli in rassegna uno a uno. Parliamo dei gatti: la donna incinta deve starne alla larga?
Nel corso degli anni il gatto è stato erroneamente imputato come principale responsabile della trasmissione della toxoplasmosi. Per questo motivo, durante la gravidanza, si è soliti invitare caldamente la gestante ad allontanarsi dal suo fedele amico, spesso senza dare alcuna delucidazione in merito. Vediamo di chiarire alcuni dubbi al riguardo.
La toxoplasmosi è una zoonosi causata dal Toxoplasma gondii, un parassita che può infettare moltissimi animali (dai mammiferi agli uccelli, dai rettili ai molluschi) e può trasmettersi da un animale all’altro attraverso l’alimentazione con carne infetta. Il Toxoplasma gondii non si trova solo nella carne, ma anche nelle feci di gatto e nel terreno in cui abbia defecato un gatto o un altro animale infetto.
Se contratta in gravidanza, la toxoplasmosi può attraversare la barriera placentare e provocare, in determinate circostanze, malformazioni o addirittura l’aborto o la morte in utero. Allo stato attuale non esiste un vaccino contro la toxoplasmosi: non è quindi possibile garantirne la prevenzione assoluta. Ci sono però una serie di comportamenti e di pratiche che possono ridurre notevolmente il rischio di contrarre questa malattia.
Recenti studi, pubblicati sul British Medical Journal e che hanno coinvolto diversi centri in Europa (tra i quali anche due centri in Italia, uno a Napoli ed uno a Milano), dimostrano che ben il 63% delle infezioni è causato dal consumo da parte della gestante di carne cruda e semicruda di maiale e di agnello (prosciutto crudo, capocollo, salsicce, salumi in generale, carne salata ed essiccata, carpaccio, ecc.). Un’altra importante fonte di trasmissione del parassita è rappresentata dal terreno contaminato dalle feci di animali infetti. Capiamo bene che a trasmetterci la Toxoplasmosi non può essere di certo il nostro gatto di casa!
Visto che nella maggior parte dei casi il gatto di casa viene alimentato con scatolame, il rischio che risulti essere portatore del parassita è alquanto improbabile. Se è invece un gatto che vive in semilibertà e trascorre parte del suo tempo fuori dalle mura domestiche gironzolando in strada o nei giardini, basterà un semplice esame del sangue per svelarne la presenza. Se poi il gatto dovesse risultare positivo alla toxoplasmosi, con una semplice terapia e con un po’ di attenzione il rischio di contagio verrà azzerato. In questi casi, è necessario rimuovere la lettiera quotidianamente (le cisti del parassita schiudono e si rendono infettanti dopo tre giorni) indossando dei guanti, ma anche limitare le effusioni. Detto questo, cosa fare per prevenire in modo efficace la toxoplasmosi?
E’ fondamentale lavare sempre e accuratamente sia la frutta che le verdure, oltre che le mani dopo aver svolto attività di giardinaggio.
Questi importanti accorgimenti ci permetteranno di convivere serenamente anche con il nostro gatto durante la gravidanza.
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