Metti una sera dopo cena o più esattamente dopo aver messo a letto i bambini, un gruppo di genitori, nella tavernetta della famiglia Guberti. Cosa ci fanno insieme degli insegnanti, dei creativi, uno psicoterapeuta e un’avvocato, tutti rigorosamente mamma o papà? Scrivono la recita di Natale per la scuola dei loro figli. Ma dire scrivere è riduttivo, perché loro hanno inventato e scritto la storia, ideato e creato le marionette, scattato le fotografie che servivano per le scenografie e poi sono andati alla scuola Monti a raccontare “Quando Babbo Natale si perse a Ravenna”.

Eh sì, perché la storia doveva collegarsi all’argomento trattato dal plesso scolastico: la città. E non sapete che gioia e che entusiasmo quando i bambini tutti riuniti in salone (perché alla fine la storia è piaciuta così tanto che i genitori di cui sopra sono dovuti ritornare e raccontare la storia non solo alle sezione IV, quella dei loro figli, ma a tutta la scuola) hanno provato quando hanno visto i personaggi: Babbo Natale, la Befana, il poliziotto e il carabiniere davanti ad alcuni luoghi che avevano precedentemente visitato in gita con le loro maestre.

La storia è questa. Babbo Natale arriva a Ravenna e si perde cercando la scuola dove deve andare a consegnare i regali. Girovaga per la città in cerca di indicazioni, passa per Piazza del Popolo, per la stazione, poi arriva al Parco Teodorico e finalmente aiutato da un pompiere (è in programma anche una visita alla caserma dei vigili del fuoco) viene portato davanti alla scuola Monti.

Carabiniere: “Signor Babbo Natale, cosa fa in questa zona con la slitta e le renne? Non lo sa che qui non si può parcheggiare?”
Babbo Natale: “Mi scusi agente. Ma con questa nebbia mi sono perso. Dovrei andare al G. A. Monti, nel quartiere Darsena”.
Carabiniere: “Caspita! Ma è dall’altra parte della città. Qui siamo davanti ad una delle basiliche più belle di Ravenna, non l’ha riconosciuta?”
Babbo Natale: “No! E voi bambini?”


Questo un passo della storia che ha fatto ridere i bambini grazie anche alla maestria e alla cura con cui sono state realizzate le marionette. Per la realizzazione dei personaggi sono state usate delle manopole di stoffa e la testa invece è stata fatta con del cartone ricoperto di cartapesta e poi ovviamente colorate, da chi di colore se ne intende. Infatti tra i genitori in questione, ce ne è uno, Mattia Guberti, fumettista e disegnatore, che con l’aiuto della sua preziosissima moglie tutto fare, Federica Oliani, ha passato qualche notte a dipingere e a creare gli altri sfondi che servivano per la recita.

“La cosa più bella – ci racconta Federica – è stato sentire i bambini che interagivano con le marionette e che alla fine dello spettacolo gridavano ‘Bis!Bis!’. Questa è un’esperienza che tutti i genitori dovrebbero fare. All’inizio può sembrare difficile mettersi in gioco, ma alla fine che emozione vedere tanti bambini così felici. Le marionette le abbiamo regalate alla sezione, è stato un dono per i nostri figli, ma anche per i bambini e i genitori che verranno nei prossimi anni. Chissà che quella di far fare la recita di Natale ai genitori non diventi una tradizione della scuola dell’infanzia G. A. Monti”.