Roberta Liguori è una tosta. Una abituata a mordere la vita. A inseguire l’obiettivo. A vincere. E quando hai una tempra così ci sono poche cose che possono farti paura. E’ una che andrebbe incontrata al bar ogni mattina per darti la carica. Lei la carica se l’è data al meglio nell’ultimo anno, dopo aver scoperto di avere non un semplice tumore al seno ma “un tumore da Champions League”. Succedeva a giugno del 2012: Roberta, 40 anni il prossimo dicembre, sposata da 13, sportiva fino all’osso, è sotto la doccia in palestra quando tastandosi si accorge di avere un nodulo. Il nodulo che può averla debilitata fisicamente il tempo della chemio e della radio ma che non ha intaccato il mental coach che è in lei. A un anno dalla diagnosi i suoi esami dicono che il male non c’è. Che può tornare a correre. O a dire, come recita il titolo del suo libro, Perché io sogno forte.
Roberta, come fa a sognare forte una che ha appena finito di curarsi un cancro al seno?
“Come mental coach sono molto abituata a focalizzarmi sull’obiettivo. Ed è proprio quello che ho fatto: mi sono detta che voglio uscirne e con meno danni possibile. Si parte da che cosa si vuole, evitando che cosa non si vuole, cancellando pensieri tipo ‘perché proprio a me’. Virginia Satir, famosa psicologa statunitense, insegna che la vita non è quella che dovrebbe essere, è quella che è. E’ come l’affronti che fa la differenza”.
Come hai scoperto di avere un tumore?
“Facendo la doccia in palestra. Era giugno del 2012. Mi sono rivolta al medico, ho fatto subito una biopsia che inizialmente era risultata negativa. Però il nodulo ha continuato a crescere, all’esame successivo è risultato maligno. Il medico mi disse: ‘non ti sei fatta mancare niente, questo è un tumore da Champions League’, stava già iniziando ad attaccare tutto il corpo”.
Dove ti sei curata?
“A Bologna. Ho dovuto fare prima un ciclo di chemio molto pesante, per sei mesi, poi l’operazione e dopo la radio per altri quattro mesi. Il medico è stato bravissimo, non mi hanno asportato tutto il seno e quasi non si vede niente, non ho dovuto neanche mettere una protesi. E’ quasi come prima”.
Cosa fai nella vita?
“Vivo a Riccione e sono mental coach e trainer in comunicazione”.
Quanto hai lavorato su te stessa per avere un atteggiamento così positivo?
“Il mio atteggiamento è sempre stato questo. Mi sono detta, io ho questa cosa, come posso affrontarla al meglio per me e per le persone che ho accanto? Una cosa possibile grazie a me ma anche grazie a tutte le persone che mi circondano. Se le persone che hai accanto condividono la tua filosofia ti possono aiutare. Dove crollavo io mi tirava su mio marito. Dicevo, forse non ce la faccio, magari mollo, lui entrava a gamba tesa e mi diceva no, non molli. Adesso vestiamoci e andiamo in giro”.
Come stai adesso?
“Gli ultimi esami che ho fatto sono quasi perfetti. I medici continuano a parlarmi di un tasso di recidiva molto alto. Io me ne frego e vado avanti: faccio una dieta alcalina, a base di verdure e pesce. Faccio una vita molto sana, per tenere il PH del corpo a un livello basico. Ho ripreso alla grande la mia vita sportiva. Il mio obiettivo è fare l’ironman. Ho dovuto aspettare, allenandomi in maniera molto soft. Oggi vado dal mio coach di Modena, torno ad allenarmi almeno tra un’ora e un’ora e mezza al giorno e una volta alla settimana per due ore”
Vuol dire che gareggerai?
” I medici non mi favoriscono: mi dicono evita di esagerare, come se fare sforzi avesse un impatto negativo. Io voglio farlo, punto. Perché lo sforzo mi dà una gioia incredibile. A settembre del 2014 voglio fare la prima volta il mezzo Ironman: 2 km di nuoto, 90 di bici, 21 di corsa. Nel 2015 tutto al doppio, Ironman completo”.
Perché io sogno forte. Un bellissimo titolo per un libro scritto da una che vuole vincere.
“Il mio libro parla di atteggiamento, è la mia storia: la mia idea è dare gli strumenti che hanno funzionato per me. Questa è la mia testimonianza. Utilizzate questi strumenti per qualsiasi sfida dobbiate affrontare”.
Il sito di Roberta Liguori è www.robertaliguori.it
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