Circa 125mila donne nel mondo (ma c’è chi dice che sono almeno il doppio) hanno le sue protesi. Un bel seno turgido ma, ahiloro, ripieno di silicone difettoso. Al punto che sono soggette a perdite con grave imbarazzo delle proprietarie e pure con possibilità di danno alla salute. 
Così il francese Jean-Claude Mas, fondatore della compagnia per impianti al seno Poly implant prothese (Pip), è stato condannato dal tribunale di Marsiglia a quattro anni di prigione per truffa aggravata e al pagamento di una multa di 75mila euro. Condannati altri quattro ex dirigenti dell’azienda che aveva ingannato le clienti usando un gel industriale dozzinale e, secondo l’accusa, mai testato sugli esseri umani. Le protesi sono state ritirate dal mercato nel 2010 e in Francia sono spuntati casi sospetti di tumore mentre le cause di risarcimenti di moltiplicano. L’avvocato di Pip ha annunciato ricorso in appello.
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