E per merenda un biscotto col the. E’ stata questa la razione toccata qualche giorno fa ai 4mila alunni delle scuole comunali bolognesi. La denuncia arriva dalla Commissione mensa cittadina, la quale ricorda pure che non si tratta dell’unico disagio nei refettori scolastici. Ad esempio, le porzioni per i bambini non terrebbero conto delle differenti età e quindi delle differenti esigenze: specie i più grandi escono da scuola affamati. In questo caso servirebbe il cosiddetto “ripassino”, la possibilità del bis che però in molti istituti della Romagna, ad esempio, è stata eliminata con grandi proteste da parte dei genitori. Seribo, la società partecipata dal Comune di Bologna che gestisce il servizio di ristorazione scolastica, promette di fare luce sulla contestata vicenda del biscotto. Il presidente Giovanni Xilo assicura: “Mi informerò”. Per il resto, il sistema è nuovo e necessita di un “periodo di assestamento” anche se, dice sempre Xilo “è impensabile costruire un sistema nel quale statisticamente, prima o poi, Seribo non sbagli qualcosa”. A settembre il problema si era già posto: negli asili per alcuni giorni c’era stato un pasto frugale. Addirittura una sola polpetta per ogni bambino con la frutta servita a fine pasto invece che a merenda per placare i morsi della fame. Nell’occasione Seribo si era scusata giustificandosi così: “C’è stata un’alterazione dei dati del programma di decodifica degli ordini”.