Ecco, se succedesse una cosa del genere a me, a prescindere dal colore della pelle del bambino, mi comporterei esattamente come i genitori del bambino. Le mani, care maestre, tenetele a posto perché uno schiaffo a cinque dita (al punto da lasciare il segno) sulla faccia di mio figlio non lo assesto nemmeno io, figuriamoci se lo lascio fare a voi.

La vicenda è di quelle che fa discutere, di sicuro tiene banco nella scuola elementare di Carmagnola, comune della provincia di Torino dove il 3 ottobre una maestra supplente di 53 anni ha dato uno schiaffo a un bambino di sei, colpevole di scherzare con gli amichetti, urtandone uno con lo zaino quasi fino a farlo cadere per terra. L’episodio viene riferito prima al papà di Tommy da un amichetto di classe. Il genitore, di origine senegalese, la mamma invece è italiana, ha chiesto subito spiegazioni alla maestra che di primo acchito ha smentito. Ma di fronte al segno delle cinque dita sulla faccia del piccolo che ammette di sentire bruciore, il papà e la mamma il giorno dopo sono corsi a chiedere spiegazioni alla dirigente scolastica e a sporgere denuncia per ‘abuso dei mezzi di correzione’. La coppia infatti si è trovata dietro casa persino il marito della maestra che scoperto, ha dovuto candidamente ammettere di voler vedere dove abitassero.

La vicenda, insomma, ha molti punti ancora da chiarire, per il momento si è conclusa con lo spostamento della supplente in un’altra classe e la giustificazione che quel gesto fosse dovuto alla difficoltà di gestire 24 bambini tutti insieme. Per i genitori, invece, è stato un chiaro atto di discriminazione.

Ognuno si farà l’idea che vuole su questa vicenda. Di sicuro, a mio avviso, una maestra già provata da 24 bambini a un mese dall’inizio della scuola farebbe bene a riflettere sul suo ruolo tra i banchi.

E no, se proprio devo dirla tutta, io metodi di educazione come questi non li tollero a scuola. Mi pregio di essere l’unica, insieme al padre, che proprio di fronte a situazioni di difficoltà estrema nel gestire i pupi può lasciarsi andare a uno scappellotto. Io e il padre. Tutti gli altri giù le mani dai miei figli, grazie.