Il primo figlio è il più intelligente. Ferma:qui non si vuole denigrare o esaltare nessuno, ci mancherebbe. A sostenerlo è uno studio norvegese condotto dai ricercatori Petter Kristensen e Tor Bjerkedal. Analizzando i dati di oltre 250mila nazionali alle visite di leva tra il 1967 e il 1976, i due hanno certificato che l’IQ – il quoziente di intelligenza – dei primogeniti si attesta a 103,2 di media mentre è di 102,9 per i secondogeniti. Ancora più distanziati i terzogeniti con 100. A meno che i fratelli maggiori non siano morti giovani: a quel punti l’IQ si innalza a 102,6.

Gli scienziati hanno provato a dare una spiegazione a questi numeri: l’intelligenza del primogenito, dicono, sarebbe stimolata dalle sue maggiori responsabilità, nell’ambito della famiglia, specie nei confronti dei fratelli più piccoli ai quali, come si usa dire, “deve dare il buon esempio”. L’accendiamo?
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