“C’è la crisi”, “non è il momento”, “non abbiamo bisogno”, “cerchiamo persone più giovani”: Rosalba Vella, siciliana, a 45 anni si sente rispondere così quando bussa alle porte delle aziende per consegnare il suo curriculum. Attività che la impegna ormai da qualche mese, quando il suo ultimo contratto in un laboratorio di produzione e confezionamento uova di Pasqua è scaduto. Il problema è che senza un lavoro, non immagina come potersi ricongiungere alla sua quarta figlia, l’unica minorenne (gli altri vivono tutti da soli), rimasta in Toscana con il padre, dal quale Rosalba è separata, per finire la quarta elementare e non lasciare i compagni di classe. “Io mi sono trasferita a Ravenna dalla Toscana, dove il mio ex marito lavora e dove anche io per qualche tempo avevo un’occupazione in una rosticceria. Quando sono rimasta a casa e mi sono separata, ho pensato di trasferirmi a Ravenna per appoggiarmi ad alcuni parenti che vivono qui”.

Rosalba trova lavoro alle Bassette, prende un appartamento in affitto ma ben presto si ritrova senza stipendio: “Ho il peso dell’affitto e delle bollette sulle spalle. Dal mio ex marito prendo 200 euro al mese per la bambina, ho scelto io di non avere il mantenimento per me, per non essere oggetto, un giorno, di rivendicazioni. Ma come posso fare ad andare avanti?”. Anche questa mattina Rosalba è sotto la pioggia a cercare lavoro. Sua figlia l’ha vista l’ultima volta a metà aprile: “Ci sentiamo ogni giorno dopo la scuola, e la sera su Skype”. Anche se la bambina è affidata a lei, finché non troverà lavoro difficilmente il marito le concederà di vivere con la figlia: “Mi va bene tutto, dalle pulizie in avanti. L’importante è lavorare, non chiedo altro”.