Partorire costa caro, soprattutto se sei disoccupata e straniera. Un paradosso difficile da credere eppure è così. La notizia, raccontata dal quotidiano La Voce di Romagna, riguarda una donna bulgara di 23 anni residente in provincia di Rimini che nella notte tra Natale e Santo Stefano ha partorito la sua prima bambina. A pochi giorni dal parto la mamma ha avuto una notizia tutt’altro che lieta: a lei il parto in un ospedale pubblico sarebbe costato 981 euro. Motivo: né Bulgaria né Romania garantiscono la copertura delle spese sanitarie a chi è disoccupato, quindi niente rimborso ai cittadini che vivono in queste condizioni in un altro Paese, sebbene come loro membro dell’Unione europea. La donna si è rivolta alla comunità Papa Giovanni XXIII, rimasta sconcertata dalla vicenda.
“E’ una situazione paradossale – ha spiega Enrico Masini del servizio maternità difficile dell’associazione fondata da don Oreste Benzi alla Voce di Romagna -, sono più tutelati gli extracomunitari irregolari con la tessera Stp che queste cittadine europee”. Il problema della 23enne bulgara, spiega Masini, nasce dal fatto che “le è scaduto pochi giorni prima di partorire l’assegno di disoccupazione. E’ in Italia da sette anni dove è venuta per motivi di studio, tutte le estati faceva la stagione lavorando in bar e ristoranti, l’ultima che ha fatto però è stata quella del 2011 perché poi è rimasta incinta e nel 2012 non ha potuto lavorare”.
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