Pensate ad un luogo immerso nel verde dove d’estate i bambini possano dipingere, disegnare, fotografare, danzare, suonare. Un “giardino segreto dell’infanzia”, come lo definisce l’associazione di Cesena che lo ha inventato, lanciato e che il prossimo luglio lo riproporrà per la terza edizione: l’associazione si chiama Katrièm, la scuola estiva si chiama Borgo Indaco e si tiene nella zona di San Mauro in Valle. A parlarne è la fondatrice, presidente e direttrice artistica Valentina Pagliarani, danzatrice contemporanea.
A cosa vi siete ispirati per inventarvi Borgo Indaco?
“Di esperienze simili, all’estero, ce ne sono diverse. In Italia, invece, no. Siamo partiti dalla nostra filosofia di base, che mescola discipline artistiche diverse: il suono, il teatro, l’immagine e il suono. E abbiamo declinato il tutto in chiave educativa”.
Come funziona la scuola?
“In genere dura cinque settimane, dall’ultima di giugno fino alla fine di luglio. Abbiamo una classe di piccolissimi dai tre ai cinque anni, una media dai sei ai nove e una dei grandi fino a tredici anni. Funzioniamo alla stregua di un Cre, dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 16. Ma le attività sono molto diverse: i partecipanti incontrano un gruppo di artisti che ogni anno selezioniamo e seguono un programma di laboratori che vanno dalla scrittura alla manualità, passando per il corpo”.
Come gestite le iscrizioni?
“Prendiamo fino a cinquanta bambini. Nonostante il nostro sia un progetto privato, abbiamo sempre raggiunto il limite massimo. Per noi Borgo Indaco è sempre stato una scommessa, invece le famiglie hanno dimostrato di crederci. Portare i loro figli in un luogo immerso nel verde, spazioso, dove la creatività è di casa e le esperienze che si fanno sono le più disparate, è una scelta”.
Avete in ballo una convenzione con il Comune?
“Ci stiamo lavorando. A noi dispiace non poter andare incontro alle esigenze dei genitori per abbattere la retta. Ma a giugno è probabile che l’accreditamemto sarà andato in porto. Abbiamo anche intenzione di allungare il periodo della scuola, anche se per quest’anno, ancora, non se ne parla”.
Avete un sostegno, invece, per Bim, il microfestival di cultura infantile che si è tenuto a fine settembre scorso?
“Il Comune ci ha appoggiato e abbiamo avuto un sostegno economico da parte di Romagna Iniziative. Nel 2013 dovremmo organizzare il festival in novembre. Molte opere dei bambini che frequentano Borgo Indaco vengono ospitate all’interno di Bim, che però si apre anche alla cittadinanza con laboratori, letture e spettacoli”.
Di quante professionalità ha bisogno un’associazione come la vostra?
“Moltissime. Di base siamo un team di cinque persone con competenze diverse, legate però sempre all’arte contemporanea. Poi c’è tutta una schiera di artisti e di educatori che coinvolgiamo di volta in volta intorno ai diversi progetti. E siamo interessati ad far entrare nel nostro ambiente sempre più persone. Chiunque voglia, ci può contattare”.
Vi rivolgete solo ai bambini?
“Il nostro esordio, nel 2009, è stato un progetto rivolto agli adulti che ha proposto la costruzione di un’autobiografia attraverso il rapporto con linguaggi diversi. Poi, poco a poco, la nostra vocazione si è concentrata di più sull’infanzia”.