Il pane no, la pizza no, i biscotti no, la pasta no. Vita dura per i celiaci. L’Emilia-Romagna, secondo l’ultima relazione presentata al parlamento (dati 2011) è la quarta regione in Italia per numero di intolleranti al glutine del grano. Si parla di 10.933 persone risultate positive ai test. In testa c’è la Lombardia, seguita dal Lazio e dalla Campania. Numeri che andrebbero in realtà gonfiati: il rapporto stima infatti che le cifre registrate corrispondano solo ad un quarto di quelle reali. Non tutti, infatti, sanno della propria allergia o si sottopongono al test. L’Emilia-Romagna è ai primi posti (il quinto, per l’esattezza) anche per incremento del numero di diagnosi, che dal 2009 al 2011 sono cresciute del 20%. A soffrirne di più è il sesso femminile: in regione il rapporto è 7.571 donne contro 3.362 uomini.
Ma è sui bambini il grosso punto interrogativo. Dai numeri emerge infatti che la fascia di età più nutrita è quella che va dai dieci anni in su: risultati che sottolineano come ci si sottoponga alle indagini diagnostiche dalla fine della scuola elementare in poi anche se, in realtà, i sintomi sono comparsi prima. I dati sull’Emilia-Romagna rilevano un celiaco in età compresa tra sei e dodici mesi, 250 celiaci dall’anno ai tre anni e mezzo di età, 1.653 fino ai dieci anni. Gli altri 9.074 intolleranti al glutine sono adulti. L’Emilia-Romagna, in ogni caso, è terza a livello nazionale per il dato riguardante il range 1-3 anni e mezzo: il che significa che le diagnosi precoci, da noi, vengono fatte eccome.